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ARK Invest: bolla AI? Ecco perche' stavolta e' diverso - PAROLA AL MERCATO

di Frank Downing* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 feb - Quando gli investitori ci chiedono se l'AI sia in una bolla, partiamo da due semplici argomenti: c'e' domanda? E questa domanda e' reale? A nostro avviso, la risposta e' si'. Il mercato sta reagendo a un vero salto di qualita' in termini di capacita', accessibilita' ed economia dell'AI, non solo a una narrativa di mercato.

Una parte centrale del nostro processo di ricerca consiste nel monitorare le curve dei costi. Storicamente, cali di costo robusti e costanti indicano una tecnologia vicina alla maturita', perche' costi piu' bassi sbloccano nuovi casi d'uso e sostengono la domanda. Nell'AI il ritmo e' stato straordinario: i costi di inferenza, in alcuni benchmark, sono diminuiti fino a circa il 99% su base annua, mentre i costi di training sono scesi di circa il 75% all'anno.

Interpretiamo questa dinamica attraverso la Legge di Wright, che collega la riduzione dei costi al volume cumulativo prodotto. Abbiamo adottato lo stesso approccio in altre piattaforme innovative, dove il calo dei costi ha reso i mercati non solo sostenibili ma anche profittevoli su larga scala. Oggi vediamo una dinamica simile nell'AI, a un ritmo persino piu' rapido. Con costi in calo e modelli sempre piu' intelligenti, ci aspettiamo un'espansione della domanda, e osserviamo gia' segnali in questa direzione.

Un indicatore esemplificativo e' il consumo di token, che consideriamo una proxy dell''intelligenza digitale' erogata.

Sulle piattaforme che aggregano l'accesso ai modelli per gli sviluppatori, l'utilizzo dei token e' cresciuto rapidamente in un periodo relativamente breve. La combinazione di modelli piu' avanzati e costi inferiori per unita' di intelligenza rafforza la nostra convinzione che siamo ancora nelle fasi iniziali dell'integrazione dell'AI nei flussi di lavoro, e dunque che la domanda di lungo periodo resti solida.

Nel frattempo, la spesa infrastrutturale sta accelerando.

Prima dell'AI generativa, la spesa globale per i sistemi dei data center era relativamente stabile, intorno ai 150-200 miliardi di dollari annui, con una crescita di circa il 5% l'anno per un decennio. Dal lancio di ChatGPT la crescita ha subito un'accelerazione significativa, con una spesa che ha raggiunto quasi i 500 miliardi di dollari nel 2025 e che dovrebbe continuare ad aumentare nel 2026.

Riteniamo essenziale contestualizzare questa spesa. In rapporto alla dimensione dell'economia, gli investimenti in tecnologia e comunicazioni hanno raggiunto livelli che ricordano la fase di espansione di fine anni '90. In questo senso, l'intensita' degli investimenti e' realmente imponente. Tuttavia, le dinamiche di valutazione non sono ancora comparabili ai picchi del 1999-2000: i multipli delle large cap tecnologiche sono elevati, ma non agli estremi della bolla dot-com, e anche i multipli del mercato nel suo complesso restano inferiori ai massimi di quel ciclo.

Conta inoltre una differenza strutturale: molte delle principali piattaforme tecnologiche odierne sono molto piu' redditizie rispetto alle aziende dell'epoca dot-com, e il loro mix di business include sempre piu' servizi infrastrutturali ad alto margine. Questa redditivita' puo' sostenere investimenti prolungati, soprattutto quando la domanda e' legata alla crescita di workload produttivi.

*Director of Research, AI&Cloud.

Red-

(RADIOCOR) 15-02-26 14:03:43 (0289) 5 NNNN

 


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