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AllianzGI: tempi movimentati - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 08 feb - Una domanda fondamentale per gli investitori e' quindi se le attuali valutazioni azionarie rispecchino aspettative realistiche sulla futura crescita degli utili. E, quasi come da copione, la stagione delle trimestrali e' partita su basi decisamente solide. Le valutazioni elevate, soprattutto in alcune aree del settore tecnologico, dove l'entusiasmo per l'intelligenza artificiale e' uno dei principali fattori trainanti, dovranno alla fine essere giustificate da una crescita degli utili sostenuta nel tempo. Come di consueto, a fare da traino a gennaio e' stato l'azionario statunitense, con una performance molto solida: circa tre quarti delle societa' che hanno pubblicato i risultati il mese scorso hanno superato le aspettative degli analisti. Sebbene questo dato complessivo sia sostanzialmente in linea con i trend storici, colpisce il fatto che in particolare le societa' tecnologiche (comprese diverse large cap leader di mercato) hanno riportato utili sistematicamente superiori alle previsioni di consensus.

L'andamento all'interno dell'indice STOXX Europe 600 e' stato relativamente piu' contenuto, anche se si tratta di una valutazione preliminare, dato che mentre scriviamo la stagione dei bilanci e' ancora in fase iniziale. In questi tempi movimentati appare plausibile la seguente allocazione tattica in termini di azioni e obbligazioni: - Il contesto macroeconomico prevalente continua a sostenere una posizione sovrappesata in azioni, ben diversificata a livello di aree geografiche e settori.

- La traiettoria del dollaro statunitense rappresenta una variabile chiave, soprattutto per gli investitori diversificati a livello internazionale. Pare improbabile che nel breve termine possa verificarsi un'inversione duratura della recente debolezza. Pur mantenendo il suo ruolo di valuta di riserva globale, il dollaro deve ora confrontarsi con sfide strutturali piu' evidenti. Con un deficit fiscale prossimo al 6% del prodotto interno lordo (PIL), i timori circa la sostenibilita' del debito statunitense appaiono fondati, e allo stesso tempo gli sviluppi geopolitici incentivano sempre piu' alcune banche centrali a diversificare le riserve valutarie riducendo l'esposizione al dollaro USA.

- La debolezza del dollaro aumenta l'attrattivita' relativa delle azioni europee e potrebbe favorire ulteriori afflussi di capitale. In Europa, le valutazioni rimangono inferiori rispetto a quelle statunitensi, mentre la crescita degli utili in diversi settori appare piu' stabile. Questo quadro e' ulteriormente sostenuto da iniziative politiche volte a rafforzare l'autonomia strategica europea, estendendola oltre il settore della difesa anche in ambiti quali energia, tecnologia e politica industriale.

- Un aumento dell'esposizione alle azioni europee contribuisce anche a migliorare l'equilibrio complessivo del portafoglio. Chi investe secondo l'indice MSCI World ha oggi quasi il 75% della propria esposizione azionaria concentrata in titoli statunitensi, sulla base della capitalizzazione di mercato (cfr. grafico).

- Anche le azioni dei mercati emergenti rappresentano un'opportunita' interessante. Molte economie emergenti, soprattutto al di fuori della Cina, si avvantaggiano di un solido momentum economico accompagnato da condizioni finanziarie e monetarie favorevoli, revisioni degli utili in miglioramento e valutazioni relativamente attraenti.

Nonostante questi fondamentali, il posizionamento degli investitori rimane ancora relativamente contenuto. Mercati come Corea del Sud e Taiwan stanno beneficiando del boom tecnologico globale; altri, come l'India, continuano a offrire importanti driver di crescita strutturale; alcune aree dell'America Latina potrebbero trarre vantaggio dall'aumento dei prezzi dei metalli.

- Il divergere delle tendenze nei mercati obbligazionari globali suggerisce un approccio attivo alla gestione della duration. Negli Stati Uniti, le obbligazioni a piu' lunga scadenza subiscono i venti contrari delle crescenti attese inflazionistiche e dell'indebolimento del dollaro, indicando una preferenza per le scadenze piu' brevi.

- Per contro, le obbligazioni governative dei mercati emergenti possono costituire un'interessante integrazione di lungo periodo al portafoglio, sostenute da tassi d'interesse nominali elevati e da banche centrali che dispongono di spazio di manovra per allentare la politica monetaria.

*Director, Global Capital Markets & Thematic Research.

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(RADIOCOR) 08-02-26 09:08:25 (0095) 5 NNNN

 


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