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Vertice Ue: scampato il peggio ora prevale la prudenza, con Usa relazioni 'volatili' - FOCUS -2-

Si cerca linea comune su "board" Gaza, solo Orban ora segue Trump (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 22 gen - Il messaggio che ai piani alti della Ue si vuole far passare e' che l'avvio del negoziato sulla Groenlandia/ sicurezza dell'Artico e lo scampato (o sospeso) pericolo di dazi coercitivi non implica che la Ue smantella il proprio arsenale: restera' 'sempre' pronta a reagire cambiasse nuovamente lo scenario. E' la linea della Francia e della Germania, sebbene il cancelliere Merz mostri sempre una bassa intensita' nei toni rispetto a Macron. Oggi ha detto a Davos che 'nuovi dazi minerebbero le fondamenta delle relazioni transatlantiche, la risposta dell'Europa sarebbe unita, calma, misurata e ferma". E ha ricordato che 'le democrazie non hanno dei sottoposti'. A Bruxelles viene sottolineato da molti che la posizione della premier Meloni va nella stessa direzione, avendo riconosciuto che la decisione sui dazi aggiuntivi era un errore. Il premier polacco Tusk indica che gli Usa sono un partner fondamentale della Ue, tuttavia un conto e' avere una posizione di leadership, un altro conto e' una situazione di dominio.

L'unita' della Ue viene considerato a Bruxelles uno dei fattori che hanno spinto Trump a rettificare il tiro.

Tuttavia ce ne sono anche altri: la reazione dei mercati, malumori tra i repubblicani al Congresso (uniti si' nel fare la 'guerra' commerciale all'Europa, meno nell'usare i dazi per scompaginare la Nato e impossessarsi di un pezzo di Europa a nord degli Usa), ha pesato sicuramente anche il segnale militare delle esercitazioni comuni europee in Groenlandia, sebbene numericamente insignificante.

Tanto per dire del contesto 'volatile', non e' sfuggito a Bruxelles il fatto che il presidente americano ha cominciato subito a battere su un altro tasto promettendo una "grande ritorsione" se i paesi europei cominceranno a vendere bond del Tesoro Usa o azioni statunitensi nel tentativo di fare pressione sugli Stati Uniti. 'Abbiamo tutti gli strumenti necessari" per farlo.

Come se le tensioni sull'obbligazionario americano o sul dollaro non fossero la conseguenza delle sue avventate scelte di politica commerciale, di pretesa su territori altrui (dal Canada alla Groenlandia), della messa a rischio della Nato o degli attacchi all'indipendenza della Fed, Trump ha trovato subito un nuovo nemico: gli investitori europei che tradiscono i Treasury bond. Cio' dopo che l'importante fondo pensione svedese Alecta ha annunciato di aver venduto la maggior parte dei suoi titoli del tesoro statunitensi a causa della fragilita' delle finanze pubbliche federali. E' il secondo fondo nordico ad annunciare pubblicamente una simile decisione: martedi' era stata la volta del fondo danese AkademikerPension che ha venduto tutti i suoi titoli del Tesoro sempre a causa "del cattivo stato delle finanze pubbliche statunitensi". Un altro fondo danese, Paedagogernes Pensionskasse, fara' altrettanto. I paesi europei membri della NATO detengono collettivamente oltre 2.000 miliardi di dollari in titoli di debito statunitensi, cifra che sale a circa 3.000 miliardi di dollari se si include anche il Canada.

Le discussioni tra Usa e Nato sulla Groenlandia vertono sulle misure per impedire l'accesso a Russia e Cina al territorio danese autonomo con l'obiettivo di garantire "collettivamente" la sicurezza dell'area artica: sara' rinegoziato l'accordo di difesa del 1951 tra Stati Uniti e Danimarca, accordo che gia' da' carta bianca agli Usa a patto che informino le autorita'. Gli Stati Uniti hanno ora una sola base in Groenlandia, Pittufik (ex Thule) a nord, dopo averne gestite circa dieci durante la guerra fredda. I contenuti non sono noti. Il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha detto di non conoscere i termini dell'accordo Trump-Rutte (segretario Nato) per avviare il negoziato. Mentre Trum ha indicato di essersi aggiudicato l'accesso totale e permanente alla Groenlandia, la premier danese Frederiksen ha parlato di 'progressi' perche' si discute sul modo in cui organizzare la sicurezza comune nell'area artica aggiungendo, pero', che la situazione 'resta difficile'.

L'altro tema in discussione stasera e' la partecipazione al 'board' per la pace a Gaza, che nella visione di Trump sarebbe un modello di intervento nella soluzione delle crisi internazionali alternativo all'Onu, con un chiari scopi di business: gli europei non hanno partecipato al lancio dell'iniziativa a Davos, tranne Orban. Non vogliono apparire 'vassalli', ci sono forti dubbi su funzione, modalita' di partecipazione, governance (Trump si e' autodesignato regista in campo), poteri. L'obiettivo del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e' coordinare posizioni e scelte degli Stati membri. Anche su questo l'Europa non vuole agire accodandosi.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps

(RADIOCOR) 22-01-26 19:09:43 (0694) 5 NNNN

 


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