Ue: pressione dell'industria sui Ventisette, il prodotto europeo va difeso e acquistato -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 11 feb - Il tema del 'buy european' e' uno dei temi al centro delle prossime decisioni europee ed e' anche un tema controverso: a fine mese e' attesa la proposta della Commissione. Tra le imprese tedesche che aderiscono alla dichiarazione di Anversa non ci sono quelle del settore auto (esposto alla produzione extra Ue segnatamente in Cina), ma ci sono quelle del settore chimico, dell'acciaio ed energetico. Ci sono diverse aziende italiane, di media dimensione. Nella dichiarazione e' indicato che 'La nostalgia non ci consentira' di risolvere i nostri problemi ne' di superare le nostre dipendenze strutturali. La competizione globale e' spietata. Le piccole imprese, perno del tessuto industriale e imprenditoriale europeo, arrancano dovunque. Le imprese globali che devono stanziare i capitali per il decennio 2030 sono chiamate a decidere oggi e spesso considerano l'Europa non idonea agli investimenti. Le industrie e le imprese dell'Europa devono fare i conti con costi energetici e del carbone in costante crescita, oltre che con pratiche commerciali sleali'.
Viene poi ricordato che il rapporto Draghi non e' stato realizzato e 'la situazione e' peggiorata rispetto a un anno fa, i prossimi cinque anni saranno i piu' difficili che l'industria europea abbia mai affrontato negli ultimi decenni'.
Per il mondo delle imprese 'occorre rafforzare il mercato unico in un nuovo contesto geoeconomico. L'Europa deve cambiare. Dovete agire'. Di qui l'appello 'ad adottare misure che riflettano pienamente l'urgenza percepita in tempi di crisi. Abbiamo bisogno dello stesso approccio per la competitivita' industriale. Vi esortiamo a passare dalla diagnosi all'azione, dai piani ai risultati, con un unico obiettivo: salvate le nostre industrie. Non l'anno prossimo, non la settimana prossima, ma oggi'. Occorre produrre dei risultati nel 2026, attraverso un pacchetto di misure di politica Industriale d'emergenza perche' 'l'83% degli indicatori di performance monitorati per l'Unione Europea non mostra alcun miglioramento significativo, i prezzi dell'elettricita' continuano a essere piu' elevati in Europa che nei paesi concorrenti'. Poi, nel prossimo decennio, la Cima punta ad aggiungere al proprio sistema economico l'equivalente di un intero nuovo settore high-tech e decarbonizzera' l'industria a ritmi accelerati. Gli Stati Uniti proseguono nell'attuazione di una strategia industriale assertiva, accompagnata da misure commerciali ambiziose finalizzate a rilanciare la produzione nazionale'.
Gli industriali chiedono di trasformare il patto per l'industria pulita (Clean Industrial Deal) in risultati percepibili sui piani di produzione gia' nel 2026. Misure in alcuni settori chiave: diminuire i costi dell'energia e del carbone; sostenere un commercio globale equo e migliorare l'accesso ai finanziamenti; accordi di libero scambio o altri tipi di accordi per assicurare forniture vitali per le industrie, facilitare l'accesso a nuovi mercati e aumentare le esportazioni; uso di 'tutti gli strumenti di politica contro la competizione sleale, garantendo effettive pari opportunita' per le industrie dell'Unione sia nei mercati interni che internazionali, incluse misure di protezione contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbone'. Poi la battura a favore della 'preferenza europea'.
Aps.
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