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Ue: crescita Italia in 2026-2027 sostenuta dai fondi Pnrr -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 17 nov - Nel rapporto comunitario viene indicato per l'Italia che dopo un andamento leggermente negativo nel secondo trimestre del 2025, la crescita del pil e' rimasta stabile nel terzo trimestre e si indica che ci sara' un leggero incremento positivo nella parte finale dell'anno. La previsione e' che i consumi privati continueranno a crescere a un ritmo moderato dato che la persistente incertezza spinge le famiglie ad aumentare i risparmi. Accelereranno gli investimenti sostenuti dai progetti di edilizia non residenziale sostenuti dal Recovery Fund (Pnrr) mentre gli investimenti in edilizia abitativa continuano a diminuire, poiche' la graduale eliminazione dei crediti d'imposta e' solo parzialmente compensata da lavori finanziati da privati. Le esportazioni di beni si contrarranno dello 0,6%, mentre le esportazioni di servizi aumenteranno. Al contrario, si prevede che le importazioni sia di beni che di servizi aumenteranno considerevolmente.

Nel 2026 si prevede che i consumi privati riprenderanno grazie all'aumento del reddito disponibile reale. Gli investimenti del Pnrr dovrebbero continuare a crescere, principalmente grazie all'attivita' edilizia; il commercio estero netto continuera' a pesare leggermente sulla crescita dato che le esportazioni recupereranno meno delle importazioni, trainate dalla forte domanda interna. Nel 2027, i consumi delle famiglie dovrebbero diventare il principale motore di crescita, poiche' gli investimenti rallenteranno dopo la fine del Recovery Fund.

La produttivita' del lavoro dovrebbe continuare a diminuire quest'anno, poiche' si prevede un aumento dell'occupazione dell'1% dopo una crescita cumulativa del 3,5% nel 2023-24.

Con una domanda di lavoro in rallentamento, si prevede che la produttivita' inizi a riprendersi nel 2026-27, beneficiando dei recenti investimenti. Si prevede che il tasso di disoccupazione diminuira' costantemente al 5,9% nel 2027 e che 'i salari continueranno a crescere in modo sostenuto quest'anno e a moderarsi in seguito, poiche' il rinnovo dei contratti collettivi riflettera' l'andamento piu' recente dei prezzi'.

Le dinamiche dell'inflazione sono ampiamente influenzate dalle fluttuazioni previste dei prezzi dell'energia, che, insieme a un euro piu' forte, stanno facendo scendere i prezzi delle importazioni nel 2025. Mentre i prezzi globali dell'energia dovrebbero rimanere contenuti per tutto l'orizzonte di previsione, si prevede che l'applicazione delle quote di emissione di carbonio dell'Ets2, se non ritardata, fara' aumentare i prezzi al dettaglio dei combustibili per il trasporto e il riscaldamento nel 2027.

L'inflazione nei servizi e' destinata a diminuire grazie alla moderazione salariale.

Per quanto riguarda i conti pubblici, la Commissione indica che la spesa primaria corrente aumentera' di oltre il 3% in termini nominali, trainata dalla spesa aggiuntiva per trasferimenti sociali, salari pubblici e assistenza sanitaria. Gli investimenti pubblici sono destinati ad aumentare ulteriormente, anche grazie ai progetti finanziati dal Recovery Fund). Dal lato delle entrate, la crescita dell'occupazione e dei salari, l'aumento del gettito Iva e l'andamento positivo delle imposte sulle attivita' finanziarie contribuiscono a compensare le modifiche introdotte con la legge di bilancio 2025 al sistema di imposta sul reddito delle persone fisiche, volte a ridurre in modo permanente il cuneo fiscale. Nel 2026 in termini nominali, la spesa primaria continuera' a crescere, sebbene a un ritmo piu' lento, con risparmi previsti sia sulla spesa corrente che su quella in conto capitale. La crescita della spesa e' trainata principalmente dai trasferimenti sociali (incluso il congelamento parziale e temporaneo dell'innalzamento dell'eta' pensionabile), dalla spesa sanitaria, dai maggiori contributi nazionali al bilancio della Ue e da un ulteriore aumento degli investimenti pubblici, trainati anche dai progetti finanziati dal Recovery Fund. Dopo una politica di bilancio restrittiva nel 2024-25, questa dovrebbe diventare sostanzialmente neutrale nel 2026 grazie al sostegno aggiuntivo dei fondi del Pnrr. Pero', dice Bruxelles, 'si prevede una nuova politica di bilancio restrittiva nel 2027, anche a causa della fine del Recovery Fund'. Aps.

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