Ofi Invest AM: luci e ombre dell'economia Usa - PAROLA AL MERCATO
di Ombretta Signori * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 11 feb - Fin dai primissimi giorni, questo inizio 2026 ha visto un susseguirsi di iniziative piu' o meno attese da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Sul fronte domestico, il nodo principale in vista delle elezioni di meta' mandato che si terranno a novembre rimane il potere d'acquisto, per il quale sono stati presi provvedimenti per abbassare il costo dei mutui e per rendere piu' accessibili i finanziamenti ai consumi. Per quanto riguarda la politica estera, invece, la Casa Bianca ha rimarcato come intenda attenersi alla sua strategia per la sicurezza nazionale, emanata nel novembre scorso. Inoltre, si e' assistito a un riacuirsi delle politiche 'America first', volte a preservare il potere internazionale degli Usa a svantaggio soprattutto della Cina.
Infatti, e' proprio sotto questa lente che devono essere interpretate le minacce di imporre nuovi dazi al Canada e all'Unione Europea e le azioni intraprese contro Venezuela, Groenlandia e Iran.
Nonostante il contesto geopolitico sfidante, gli Stati Uniti sono comunque riusciti a chiudere il 2025 registrando una solida crescita, guidata da una forte propensione al consumo (+2%-3% nel quarto trimestre, secondo i dati attualmente disponibili) e nonostante lo shutdown piu' lungo della storia. Tuttavia, l'indebolimento del reddito reale disponibile e il fatto che la spesa sia stata rivolta principalmente a beni e servizi ricreativi, come ristoranti e alberghi, suggeriscono che i consumi delle famiglie siano ancora fortemente polarizzati. Gli individui piu' ricchi, la maggior parte dei quali investe nei mercati azionari, stanno beneficiando delle solide performance del mercato e si prevede che i rimborsi fiscali previsti dalla legge di bilancio approvata nel 2025 contribuiranno a sostenere i consumi.
Sebbene l'inflazione generale negli Stati Uniti rimanga piu' vicina al 3% che all'obiettivo del 2%, le sue varie componenti sembrano essere avviate su un percorso virtuoso.
La disinflazione nei servizi continua e la trasmissione dell'impatto dei dazi sui prezzi dei beni sembra essersi stabilizzata, il che suggerisce un graduale ritorno verso l'obiettivo entro la fine dell'anno. La Federal Reserve statunitense continua, tuttavia, a dover affrontare rischi in entrambi i suoi obiettivi primari. Da un lato, il mercato del lavoro rimane instabile; dall'altro, per quanto riguarda l'inflazione, e' ancora possibile un impatto ritardato degli aumenti tariffari sui prezzi, mentre gli stimoli fiscali potrebbero mantenere le pressioni al rialzo. Tutto cio' pero' non ha intaccato le aspettative di Ofi Invest AM: nel caso in cui il mercato del lavoro continui a stabilizzarsi, la Fed potrebbe abbassare i tassi una o due volte nel corso dell'anno, una volta confermata la riduzione dell'inflazione trainata dai dazi. E' probabile che i tagli dei tassi arrivino in seguito, durante il mandato di Kevin Warsh, nominato da Donald Trump come nuovo presidente della Fed.
* Head of Macroeconomic Research and Strategy di Ofi Invest AM "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.
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(RADIOCOR) 11-02-26 15:23:29 (0481) 5 NNNN