Invesco: dollaro, petrolio e inflazione, il nuovo equilibrio - PAROLA AL MERCATO -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 mag - In prospettiva, le regioni maggiormente dipendenti dai flussi di petrolio attraverso il Medio Oriente sono piu' esposte a rischi inflazionistici e di crescita qualora il conflitto dovesse continuare. Inoltre, il differenziale tra i tassi a breve termine statunitensi e quelli non statunitensi si sta riducendo, poiche' le crescenti pressioni inflazionistiche hanno costretto le aspettative sui tassi globali a convergere. Le precedenti aspettative accomodanti sulla FED si sono spostate verso una postura piu' restrittiva dall'inizio del conflitto USA Iran, con le pressioni inflazionistiche di breve termine che rinviano le attese sui tagli dei tassi. Questo cambiamento e' avvenuto in parallelo a un atteggiamento piu' restrittivo anche da parte di altre grandi banche centrali, con le preoccupazioni per l'inflazione tornate prioritarie. Un'ulteriore riduzione dei differenziali di tasso rafforzerebbe il segnale a favore di un bias positivo sul dollaro USA nel posizionamento di portafoglio.
In conseguenza del nostro segnale sul USD, influenzato dal peggioramento delle sorprese economiche internazionali, il posizionamento azionario regionale continua a evolvere. Le aspettative di un dollaro piu' forte supportano una maggiore esposizione all'azionario statunitense a scapito di quello non USA, cosi' come una preferenza relativa per i mercati emergenti rispetto a quelli sviluppati. Nel prossimo futuro, qualora i differenziali di tasso continuassero a ridursi come suggerisce il trend, cio' sosterrebbe un'ulteriore preferenza per l'esposizione agli Stati Uniti rispetto ai mercati sviluppati ex USA, e per questi ultimi rispetto ai mercati emergenti.
Posizionamento in termini di investimento Sul fronte azionario, sovrappesiamo fattori difensivi come qualita' e bassa volatilita', che storicamente hanno performato bene nei regimi di rallentamento grazie a profili di flussi di cassa piu' stabili e a una minore sensibilita' ai cambiamenti della dinamica di crescita. A livello settoriale, privilegiamo esposizioni con caratteristiche difensive e fondamentali duraturi, inclusi tecnologia, sanita' e beni di consumo di base, a scapito delle aree piu' cicliche. Dal punto di vista regionale, spostiamo il posizionamento da neutrale a una preferenza per gli Stati Uniti rispetto ai mercati sviluppati ex USA. Inoltre, poiche' un rafforzamento incrementale del dollaro rappresenta tipicamente un freno per i mercati emergenti a causa dell'elevato debito denominato in USD, adeguiamo il tilt regionale a favore dei mercati sviluppati rispetto agli emergenti.
Nel reddito fisso, manteniamo un sottopeso moderato sul rischio di credito complessivo, riflettendo un profilo di rischio che appare meno favorevole per la remunerazione tramite spread rispetto ad altre fonti di rendimento all'interno di un portafoglio diversificato. Manteniamo inoltre esposizione alla duration dei tassi, principalmente come strumento di gestione e di copertura rispetto al rallentamento della crescita. In presenza di un momentum inflattivo sostenuto, esprimiamo tale esposizione privilegiando titoli indicizzati all'inflazione piuttosto che Treasury nominali, consentendo ai portafogli di mantenere sensibilita' alle dinamiche dei tassi reali affrontando al contempo i rischi inflazionistici di breve termine.
Nei mercati valutari, abbiamo adottato una posizione neutrale sul dollaro USA. Le recenti sorprese negative sulla crescita al di fuori degli Stati Uniti hanno aumentato l'attrattiva del dollaro come copertura 'risk off', compensando l'effetto negativo di un carry relativamente sfavorevole in un contesto di tassi piu' bassi. Nei mercati sviluppati rimaniamo sottopesati su sterlina britannica, franco svizzero, dollaro australiano, dollaro neozelandese e corona svedese, mentre manteniamo posizioni sovrappesate su euro, yen giapponese, dollaro canadese, corona norvegese e dollaro di Singapore.
Nei mercati emergenti privilegiamo valute ad alto rendimento con valutazioni relativamente attraenti, quali rupia indiana, rupia indonesiana, ringgit malese e dollaro taiwanese, finanziate da sottopesi su corona ceca, fiorino ungherese, peso messicano e rand sudafricano.
*CFA - Analyst, Investment Research, Invesco "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.
L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".
red-
(RADIOCOR) 17-05-26 13:05:50 (0276) 5 NNNN