Groenlandia: Ue spera di evitare 'escalation' con Usa, ma prepara risposta al ricatto dazi - FOCUS -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 19 gen - Le discussioni a Davos con Trump serviranno a capire se ci sono margini di manovra. Merz ha indicato che si deve 'evitare qualsiasi 'escalation' su dazi per risolvere il problema' aggiungendo che gli Stati Uniti 'sanno che potremmo reagire'.
Il cancelliere tedesco ha riconosciuto che la propensione tedesca a gestire la situazione con prudenza e' diversa da quella francese perche' 'la Francia e' colpita dai dazi americani in misura diversa rispetto alla Germania, i francesi vorrebbero reagire con piu' fermezza'. In ogni caso il ministro delle finanze Klingbeil ha indicato si stanno preparando delle misure coordinate di risposta nel caso in cui i dazi fossero confermati.
Il ministro degli esteri francese Jean-Noel Barrot osserva che 'mentre alcuni sembrano averlo dimenticato oggi, ricordiamoci che gli Stati Uniti hanno un bisogno vitale dell'Europa, le grandi aziende digitali generano un quarto del loro fatturato e probabilmente la meta' dei loro profitti in Europa, i paesi dell'Eurozona detengono 3.000 miliardi di euro in piu' di asset rispetto a quelli americani in Europa, nessuno vince mai una guerra commerciale".
I ventisette leader europei si riuniranno giovedi' sera a Bruxelles, cioe' dopo i contatti con Trump a Davos, per fare il punto della situazione. La posizione francese e' decidere rapidamente il 'menu' delle possibili contromisure. Non a caso la Francia, che presiede il G7, ha convocato per domani una riunione dei ministri finanziari per teleconferenza per discutere sia del sostegno all'Ucraina sia del caso Groenlandia. Il ministro dell'economia ha detto che per rispondere alle 'minacce americane di imporre dazi a diversi paesi che si oppongono alla rinuncia alla sovranita' sulla Groenlandia non escludiamo niente'. Macron ha chiesto l'attivazione dello strumento anticoercizione: si tratta di un meccanismo che puo' includere restrizioni su import/export di beni e servizi, limitazioni agli investimenti esteri diretti e ai diritti di proprieta' intellettuale, restrizioni all'accesso agli appalti pubblici Ue e all'immissione di prodotti regolamentati, l'imposizione di imposte sulle aziende tecnologiche.
E' uno strumento molto potente quanto costoso per l'impatto che puo' avere in termini di ulteriori ritorsioni da parte americana. Per coercizione si intende una situazione in cui un paese terzo cerca di esercitare pressioni sull'Unione europea o su uno Stato membro affinche' compia una determinata scelta applicando o minacciando di applicare misure che incidono sugli scambi o sugli investimenti, indica la Commissione. Per la Francia e' esattamente il caso Usa/Groenlandia. Per far scattare il meccanismo occorre la maggioranza qualificata degli Stati membri Ue, non e' detto che sia facile comporla. La Commissione oggi ha indicato che tale strumento 'non e' mai uscito dalle discussioni' (di fatto la Ue non mai neppure stata sulla soglia di attivarlo).
A brevissimo termine c'e' un'altra leva di cui si sta gia' discutendo (da domenica nel corso della riunione degli ambasciatori degli Stati Ue dopo gli annunci di Trump): si tratta di decidere entro il 6 febbraio se prorogare o meno la sospensione delle contromisure commerciali anti-Usa decise l'anno scorso per 93 miliardi di euro, sospensione decisa dopo l'accordo sui dazi Usa al 15%. Questa e' una leva immediata, pronta da usare: ecco perche' c'e' poco tempo per trovare un'intesa ed e' con questa leva in mano che saranno condotti i contatti diretti con Trump.
La Commissione fa sapere attraverso il suo portavoce che 'ancora non e' stata ancora presa alcuna decisione in merito, i leader si stanno consultando questa settimana a piu' livelli, compreso il Consiglio europeo". Bruxelles ribadisce che la 'priorita'' e' 'interagire' con gli Stati Uniti al fine di 'evitare una escalation' della tensione politica (e commerciale) con Washington.
Stamattina a Berlino si sono incontrati i ministri delle finanze francese e tedesco Lescure e Klingbeil e il loro messaggio e' stato netto: 'Non ci faremo ricattare, il ricatto tra alleati e amici e' inaccettabile'. Il ministro francese ha detto che 'ci troviamo in acque sconosciute, i dazi non devono essere usati come un'arma, ma ora dobbiamo essere sicuri di essere credibili e forti in una risposta in misura sufficiente e cio' deve essere fatto restando uniti: ne parleremo oggi' a Bruxelles.
La Commissione europea ha fatto sapere oggi che la Ue e' stata invitata dagli Stati Uniti a partecipare al 'board' per la pace a Gaza senza diffondersi in valutazioni e senza indicare se l'invito sara' accettato. Sul tema si gioca una partita politica di rilievo dal momento appare evidente la volonta' di Trump di marginalizzare l'Onu da un lato e promuovere dall'altro lato una forma di gestione della ricostruzione in cui si mischiano interessi geopolitici e affaristici di assoluto rilievo, con l'attribuzione a lui stesso di un ruolo permanente da 'imperatore' - aspetti non esattamente in linea con principi e prassi difese finora dalla Ue - e la partecipazione di alcuni leader europei (la premier Giorgia Meloni e l'ungherese Viktor Orban).
Antonio Pollio Salimbeni - Aps
(RADIOCOR) 19-01-26 17:54:33 (0495) 5 NNNN