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Notizie Radiocor

Eurozona: S&P, con 4 mesi di lockdown Pil in calo del 10% -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 26 mar - I costi economici della pandemia di coronavirus sono aumentati rapidamente, mentre aumentano le misure per contenere il contagio, rileva Standard and Poor's, nell'indicare a -2% la recessione che accomunera' l'eurozona e la Gran Bretagna quest'anno. La ripresa dovrebbe iniziare nella seconda meta' dell'anno, ma richiedera' tempo perche' la perdita di posti di lavoro e l'incertezza causata dalla pandemia rallentera' il ritorno ai livelli precedenti di consumi, investimenti e commercio. L'agenzia, sulla base delle attuali misure di contenimento imposte dai Governi in Europa, ritiene 'ragionevole' presupporre che i lockdown dureranno 'fino alla fine di aprile'. Ma - appunto - la pandemia potrebbe durare piu' a lungo e diffondersi piu' del previsto e quindi il rischio e' di una flessione del Pil che arrivi al 10% con un lockdown di quattro mesi. Comunque sulla base dello scenario attuale, la perdita di Pil per l'Europa e' stimata in 420 miliardi di euro rispetto alle indicazioni di S&P dello scorso novembre. I consumatori confinati in casa dovrebbero ridurre la spesa di circa il 40% e la diffusione del virus agli Usa aggiunge un ulteriore rischio alla domanda esterna per gli esportatori europei. Il calo della domanda avra' un effetto maggiore rispetto allo shock dell'offerta il che fara' prevalere la disinflazione. S&P si attende ora un'inflazione dello 0,6% nella zona euro (dall'1,2% indicato in precedenza) e dello 0,9% nel Regno Unito, anche per effetto del calo del prezzo del petrolio legato alla guerra dei prezzi tra Russia e Arabia Saudita. La recessione e le perdite di fatturato, inoltre, rendono improbabili aumenti dei salari quest'anno e il prossimo. Potrebbero anche calare i prezzi nei settori piu' colpiti, come il turismo e le vendite al dettaglio, quando si tornera' alla normalita', perche' le aziende cercheranno di attirare nuovamente i clienti. Questo scenario di prezzi freddi fara' si' che i tassi resteranno bassi piu' a lungo di quanto si prevedesse in precedenza. S&P ritiene che la Bce non aumentera' i tassi prima del 2023. L'euro, pero', dovrebbe ritornare ad apprezzarsi verso il dollaro una volta che l'attivita' si normalizzera'. Sul fronte positivo, l'agenzia nota che le attuali turbolenze sui mercati finanziari europei sono meno intense rispetto al 2008 e al 2012, prendendo come riferimento l'indicatore di stress sistemico della Bce.

gli-col

(RADIOCOR) 26-03-20 12:39:01 (0308) 5 NNNN

 


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