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Carbon tax: Ue, va estesa a prodotti ad alta intensita' acciaio e alluminio -3-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 17 dic - I 180 prodotti a valle aggiunti all'ambito di applicazione della carbon tax sono merci con un elevato rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e un'elevata percentuale di contenuto di acciaio e/o alluminio (in media, 79% di contenuto di acciaio/alluminio). Le importazioni di determinate merci a valle rappresentano complessivamente, in termini di volume, circa il 15% delle merci Cbam gia' rientranti nell'ambito di applicazione. In termini di valore questa quota e' di circa il 53%. Si stima che entro il 2030 le entrate previste derivanti da tali beni saranno pari a circa il 20-25% delle entrate previste nell'ambito dell'attuale ambito di applicazione del Cbam.

Tra i settori interessati figurano i macchinari, l'hardware e le costruzioni, i componenti dei veicoli, gli elettrodomestici e le attrezzature per l'edilizia. In dettaglio, esempi di beni a valle proposti per l'inclusione sono il filo, le funi e i cavi in acciaio inossidabile per oltre il 95%. Ci sono anche merci piu' complesse basate su piu' fattori produttivi Cbam, come le lavatrici, che consistono per circa il 60% in acciaio, il 5% in alluminio e il 5% in cemento. La Commissione spiega che la selezione delle merci e' stata effettuata sulla base di una valutazione del rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio dei singoli prodotti, della loro pertinenza climatica e della fattibilita' tecnica dell'inclusione dei prodotti nel Cbam.

Il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e' stato valutato utilizzando due indicatori: intensita' commerciale e spinta dei costi. Le merci che sono piu' facilmente commerciabili possono potenzialmente essere esposte a un rischio piu' elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio attraverso uno spostamento della produzione o la sostituzione con importazioni da paesi terzi.

L'indicatore di spinta dei costi esprime il costo del carbonio (prezzo pagato per le emissioni incorporate) rispetto al valore complessivo di un prodotto. In sostanza, riflette il grado in cui il prezzo di un prodotto puo' aumentare a causa della fissazione del prezzo del carbonio.

Inoltre, e' stato utilizzato un limite minimo di emissioni per escludere i prodotti con emissioni totali a livello settoriale inferiori a una determinata soglia per garantire che solo le merci con la massima rilevanza per il clima siano incluse nell'ambito di applicazione del Cbam.

Saranno prese in considerazione le emissioni dei precursori e non quelle dei processi a valle. La Commissione fa l'esempio delle porte delle automobili prodotte in un paese terzo che dovrebbero essere soggette alla tassa solo per le emissioni incorporate nella quantita' di piastre di acciaio utilizzate per la loro produzione e non per la fabbricazione di tali piastre in parti ne' per il loro assemblaggio.

Proprio come il produttore di una porta per auto nella Ue che affronta un costo del carbonio solo indirettamente attraverso il materiale in entrata, cioe' le piastre di acciaio che hanno pagato un prezzo del carbonio nell'ambito del sistema Ets.

Per quanto riguarda i fertilizzanti la proposta comunitaria garantisce che i concimi azotati nazionali e importati sostengano un costo del carbonio equivalente per prevenire il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Nei primi anni del periodo definitivo si applichera' un margine basso dell'1% ai rispettivi valori standard. Per altri settori Cbam, la maggiorazione sara' del 10% nel 2026, del 20% nel 2027 e del 30% nel 2028.

Il settore dei concimi ricevera' sostegno nell'ambito del Fondo temporaneo per la decarbonizzazione. Il 30% dei prodotti fertilizzanti rientranti nell'ambito di applicazione del Cbam sara' ammissibile a tale sostegno.

Bruxelles ritiene che l'impatto del Cbam sulla produzione e sulle importazioni ucraine sarebbe limitato nonostante l'Ucraina sia il maggiore esportatore di merci Cbam verso la Ue in termini di volume. La domanda di prodotti siderurgici ucraini dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile, con volumi di esportazione in aumento di circa l'1% rispetto allo scenario di base entro il 2035. Tale limitato impatto e' dovuto all'intensita' delle emissioni relativamente bassa (rispetto ad esempio alla Cina o all'India) del ferro e dell'acciaio prodotti in Ucraina. L'impatto previsto sui volumi delle esportazioni di cemento, fertilizzanti e prodotti in alluminio e' leggermente maggiore in percentuale (+24%, 25% e 3% rispettivamente). Si tratta tuttavia di settori molto piu' piccoli rispetto al settore siderurgico e, in valori assoluti, l'impatto e' quindi relativamente modesto. Nel complesso, indica l'analisi della Commissione, 'poiche' l'impatto sul settore siderurgico piu' ampio e' relativamente limitato e le esportazioni di altri beni Cbam costituiscono una parte molto piu' ridotta dell'economia ucraina, l'impatto del Cbam sul pil dovrebbe essere modesto, attestandosi a -0,01% rispetto allo scenario di base entro il 2035'.

L'impatto economico per la Ue della nuova operazione Cbam viene stimato 'molto modesto' tenendo conto che si scommette su un aumento della produzione e dell'occupazione in settori Ue quali effetti della prevenzione della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio: 'Poiche' la produzione non e' trasferita in paesi terzi, la produzione e l'occupazione della Ue sono piu' elevate rispetto a uno scenario senza un'estensione a valle'. 'Molto limitato' anche l'impatto sui prezzi al consumo finali con un effetto maggiore a livello settoriale per i beni da costruzione, mentre sui prezzi al consumo aggregati nella maggior parte degli altri settori sono molto piu' limitati.

Per i paesi terzi non si prevede alcuna esenzione unilaterale, ma la Commissione puo' firmare un accordo caso per caso se un paese ha pienamente recepito il quadro di regole relativo al mercato dell'energia elettrica. Bruxelles tiene a precisare che l'operazione Cbam 'non e' una misura commerciale unilaterale', ma si tratta di 'misure ambientali volte a evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio: vogliamo la decarbonizzazione in Europa, non spostare le emissioni altrove, non imponiamo ai produttori di paesi terzi cio' che non imponiamo ai nostri produttori'.

D'altra parte si segnala che 80 paesi dispongono di uno strumento per la fissazione del prezzo del carbonio.

Aps.

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