Carbon tax: Ue, va estesa a prodotti ad alta intensita' acciaio e alluminio -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 17 dic - Il meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera riguarda attualmente materiali di base come alluminio, cemento, elettricita' e acciaio. Dal 2026, gli importatori pagheranno un prezzo del carbonio per le emissioni legate a questi beni, livellando il campo con i materiali prodotti nella Ue soggetti al sistema di scambio di quote di emissione (Ets). Sebbene cio' tuteli contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, aumenta i costi per i produttori europei che utilizzano questi materiali nei prodotti a valle, come le lavatrici. La produzione, indica la Commissione, potrebbe spostarsi verso paesi con politiche climatiche piu' deboli, oppure i beni della Ue potrebbero essere sostituiti da importazioni ad alta emissione di carbonio. Per contrastare questo fenomeno, la Commissione prevede di ampliare la portata del Cbam per includere 180 prodotti ad alta intensita' di acciaio e alluminio 'garantendo una riduzione delle emissioni anziche'una loro delocalizzazione'.
La stragrande maggioranza, il 94%, di questi beni a valle interessati sono prodotti della filiera industriale con un elevato contenuto (in media il 79%) di acciaio e alluminio, utilizzati in macchinari pesanti e attrezzature specializzate, come supporti in metallo comune, cilindri, radiatori industriali o macchine per la fusione. Una piccola quota, il 6% dei beni a valle interessati, e' costituita anche da beni per la casa. Un produttore Ue tali prodotti a valle puo' dover sostenere costi maggiori per i materiali in acciaio e alluminio utilizzati nel processo produttivo.
Promuovendo l'utilizzo di rottami per ridurre le emissioni nei prodotti ad alta intensita' energetica, la Commissione sta ora incorporando i rottami di alluminio e acciaio pre-consumo nei calcoli Cbam allo scopo di garantire un prezzo equo del carbonio sia per i prodotti fabbricati nella Ue che per quelli importati.
Inoltre, si prevedono obblighi di rendicontazione rafforzati per una migliore tracciabilita' dei prodotti Cbam e per affrontare le false dichiarazioni sull'intensita' delle emissioni. La Commissione acquisisce l'autorita' di contrastare gli abusi basati su prove concrete che eludono le responsabilita' finanziarie del Cbam, richiedendo prove aggiuntive quando i valori effettivi non sono affidabili e, in casi specifici, ricorrendo ai valori nazionali.
Il fondo temporaneo per la decarbonizzazione sosterra' i produttori UE di prodotti Cbam allo scopo di mitigare i rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Si tratta di affrontare la perdita di competitivita' nei mercati dei paesi terzi dove i beni della Ue potrebbero essere soppiantati da alternative piu' economiche e ad alta intensita' di emissioni, con un potenziale aumento delle emissioni globali. Il fondo rimborsera' una parte dei costi del carbonio dell'Ets per i beni ancora esposti a rischi di rilocalizzazione delle emissioni con un sostegno subordinato a comprovati sforzi di decarbonizzazione. Il finanziamento proverra' dai contributi degli Stati membri, che costituiranno il 25% dei ricavi derivanti dalle vendite di certificati Cbam nel 2026 e nel 2027, mentre il restante 75% sara' una risorsa propria Ue.
Aps.
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