Banche: da Parlamento Ue monito su rischi uso strumentale linee swap in dollari -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Strasburgo, 15 set - Una risoluzione parlamentare non ha alcun valore giuridico vincolante, tuttavia indica un impulso politico prevalente su una serie di temi che, peraltro, sono al centro delle discussioni Ue e pure a livello globale. Sebbene non siano segnalati rischi immediati di un indirizzo generalmente coercitivo o comunque politicizzato delle linee di swap in dollari della Fed verso altre banche centrali, l'allerta in Europa e' massima anche se non se ne fa dibattito pubblico.
Quando si parla di ruolo effettivamente globale dell'euro e dei passi che l'area euro deve compiere per affermarlo, si entra nel vivo della posizione strategica dell'Europa.
Sebbene il sistema monetario globale resti centrato sul dollaro, l'euro e' la seconda moneta piu' utilizzata al mondo: stando a dati 2026 il dollaro viene usato nel 50,5% nei pagamenti globali, l'euro nel 21,9%; pesano nelle riserve globali rispettivamente il 57,1% e il 20% (l'oro pesa tra il 25 e il 29%, un massimo storico); nelle emissioni di debito internazionale per il 60% e il 30%. Inoltre, e' segnalato nella risoluzione (sulla base di dati 2024), l'euro rappresenta oltre il 40 % della fatturazione globale delle esportazioni se si includono gli scambi all'interno della zona euro. Ed esclusi i paesi della zona euro, nel 2023 il dollaro Usa rappresentava circa il 60 % della fatturazione delle esportazioni rispetto a circa il 25% per l'euro.
Spazio per accrescere il peso globale dell'euro ce n'e', indicano gli eurodeputati e non a caso segnalano come, nonostante la continua domanda strutturale di titoli del Tesoro statunitensi i rendimenti aumentano invece di diminuire, 'mettendone cosi' in discussione l'automatica funzione di titoli rifugio'. Cio' 'crea una finestra di opportunita' per l'euro'. Tuttavia, 'nonostante la recente crescita dell'emissione sovranazionale, lo stock di asset sicuri europei rimane strutturalmente limitato, pari, se unito ai titoli di Stato della zona euro con rating almeno AA, a solo il 33 % circa dello stock di titoli del Tesoro statunitensi in circolazione nel terzo trimestre del 2025'.
Inoltre nei recenti episodi di turbolenze geopolitiche, gli afflussi verso gli investimenti rifugio hanno contribuito a pressioni al rialzo dell'euro, 'trasformando cosi' la zona euro in un 'rifugio passivo', che assorbe gli shock innescati altrove senza sfruttarne appieno i benefici. In sostanza, La Ue 'dovrebbe mirare non solo ad assorbire gli shock esterni, ma anche a rafforzare la propria capacita' di una maggiore influenza monetaria, economica e geopolitica'. Cosa che attualmente non avviene.
La dipendenza dai sistemi americani delle carte di pagamento, dal finanziamento all'ingrosso in dollari per le banche, e' scritto nella risoluzione parlamentare, 'espongono i cittadini e le imprese della Ue all'applicazione extraterritoriale di sanzioni da parte di paesi terzi o alla loro minaccia'.
Gli eurodeputati concordano con la presidente Bce Lagarde, secondo la quale l'euro deve passare dallo status di valuta intermedia (valuta di rifugio passivo) allo status di valuta internazionale a pieno titolo e tale ruolo 'non emergera' solo grazie alle forze di mercato, ma richiede una strategia coerente grazie alla quale le autorita' pubbliche stabiliscano le condizioni e le politiche per un suo piu' ampio utilizzo'. Ne' piu' ne' meno di quanto fanno Stati Uniti e Cina.
Antonio Pollio Salimbeni - Aps
(RADIOCOR) 15-09-26 15:05:06 (0501) 5 NNNN