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Borsa: corsa greggio sopra 90$ spinge oil, a Milano brillano Saipem ed Eni

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 ago - I nuovi rialzi del greggio innescati dallo stallo sulle trattative in Medio Oriente sostengono i titoli oil europei. Cosi', in una Piazza Affari complessivamente debole (Ftse Mib -0,4%), svettano Saipem (+1,23%) ed Eni (+1,16%). Oltretutto, il cane a sei zampe beneficia anche dell'assegnazione da parte di ExxonMobil di contratti per circa 1,1 miliardi di dollari relativi al progetto Rovuma Lng in Mozambico, di cui la societa' italiana e' uno dei partner. Allargando invece lo sguardo al resto dei listini, Totalenergies e' la migliore a Parigi con rialzi dell'1,33%, Shell sale dell'1,23% ad Amsterdam e dell'1,5% a Londra. Sempre sul Ftse 100, mette a segno un progresso del 2,04% Bp, mentre Repsol guadagna l'1,4% a Madrid.

Oggi i prezzi del petrolio hanno infatti imboccato la via del rialzo per la terza seduta di fila, con il Brent che e' tornato a superare la soglia psicologica dei 90 dollari al barile (+0,2% a 91 dollari al barile al momento per il greggio del Mare del Nord e +0,57% per il Wti a 84,98 dollari), mentre si allontanano le speranze di una pace vicina tra Usa e Iran. Teheran infatti intende adottare una posizione piu' offensiva, dopo che gli Stati Uniti si sono opposti a una proroga del cessate il fuoco di 60 giorni tra i due Paesi, scaduto ieri. Secondo quanto dichiarato da un alto funzionario della Repubblica Islamica a Reuters, gli sforzi diplomatici sarebbero arrivati a un punto morto e anche i colloqui tra Iran e Oman - apertamente criticati nelle ultime oren da Donald Trump - sulla riapertura dello Stretto di Hormuz procedono a rilento. Cosi', intanto il traffico nella via marittima rimane ai minimi, alimentando i timori per le future forniture di greggio. "Le relazioni tra Stati Uniti e Iran appaiono sempre piu' instabili - ha affermato Tim Waterer, capo analista di mercato presso Kcm - Un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz non sembra ancora in vista e il numero delle navi che lo attraversano rimane esiguo". Questa situazione, secondo gli esperti, potrebbe avere ripercussioni anche in futuro: "L'assenza di qualsiasi tipo di accordo avra' un impatto sulle aspettative relative al prezzo del petrolio nel quarto trimestre e persino nel 2027", per Suvro Sarkar, responsabile della ricerca nel settore energetico presso la Dbs Bank. Finche' persistera' l'incertezza relativa all'accordo, per Sarkar prevede i prezzi rimarranno tra gli 80 e i 100 dollari al barile nel breve termine.

Allo stallo nelle trattive di Hormuz si aggiungono le tensioni nel resto del Medio Oriente e, in particolare nel Mar Rosso. Gli Houthi yemeniti in mattinata hanno infatti rivendicato un attacco contro una nave militare saudita e quattro navi di scorta nell'area, ha dichiarato il loro portavoce militare, Yahya Saree, sull'app di messaggistica Telegram. Il gruppo filorianiani, secondo l'agenzia locale Saba, avrebbe anche attaccato una raffineria di Saudi Aramco a Jazan, anche se non e' arrivata ancora alcuna conferma da parte dell'Arabia Saudita.

Cog.

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(RADIOCOR) 18-08-26 10:00:17 (0216)ENE 5 NNNN

 
Titoli citati nella notizia
Nome Prezzo Ultimo Contratto Var % Ora Min oggi Max oggi Apertura
Saipem 4,361 -1,04 15.34.01 4,356 4,44 4,419
Repsol
Eni 23,27 -2,47 15.33.45 23,24 23,805 23,75


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