Borsa: caro greggio pesa sull'Europa, a Milano scatta Tim dopo rilancio Poste -3-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 08 set - Chiusura in ordine sparso per gli altri indici del Vecchio Continente, dopo una seduta all'insegna della volatilita': +0,14% per il Cac di Parigi, +0,06% l'Aex di Amsterdam, invariato il Dax di Francoforte, mentre terminano sotto la parita' l'Ibex di Madrid (-0,12%) e il Ftse 100 di Londra (-0,10%). Tra i vari settori a livello europeo, gli acquisti si sono concentrati su materie prime (+2,14%), food (+1,63%), chimica (+1,13%), ma anche sui finanziari (+0,79%), gli industriali (+0,68%) e gli energetici (+0,67%). Al contrario, le vendite hanno riguardato soprattutto l'healthcare (-2,24%), il retail (-1,54%) e la tecnologia (-0,83%).
Guardando ai listini, l'accoglienza fredda a Hong Kong della maxi-Ipo di Shenzhen Longsys Electronics ha contribuito a tenere sotto pressione il comparto tech europeo, in particolare i titoli dei chip, stretti tra le prospettive di un aumento dei tassi di interesse per tenere a bada l'inflazione e l'entusiasmo altalenante dopo il rally impressionante della prima parte dell'anno e i segnali di una possibile rotazione settoriale. Tra i titoli principali, St perde il 3,41% a Milano, Infineon il 3,85% a Francoforte, male anche Be Semiconductor (-3,6%) e Asm International (-2,44%) ad Amsterdam.
A trascinare al ribasso il comparto farmaceutico e' invece il tonfo di Novartis (-10,89%) alla Borsa di Zurigo dopo il fallimento di uno studio di fase III su un farmaco sperimentale contro la distrofia miotonica di tipo 1. Il colpo e' pesante, perche' si tratta di uno degli asset principali acquisiti con l'operazione da 12 miliardi di dollari su Avidity Biosciences, ed era considerato una delle possibili nuove fonti di crescita del gruppo in vista delle scadenze brevettuali attese all'inizio del prossimo decennio.
Infine, a Londra, e' da segnalare la buona performance di Antofagasta (+4,7%), uno dei maggiori produttori mondiali di rame, sostenuto proprio dal nuovo record della materia prima.
Il contratto a tre mesi sul London Metal Exchange (Lme) ha toccato 14.617 dollari a tonnellata, aggiornando il massimo segnato appena il giorno precedente e portando il rialzo da inizio anno vicino al 17%. A sostenere i prezzi sono in primis fattori strutturali, dalla crescente domanda legata a reti elettriche, transizione energetica e data center, a cui si aggiunge una disponibilita' fisica sempre piu' tesa fuori dagli Stati Uniti.
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(RADIOCOR) 08-09-26 18:23:31 (0605) 5 NNNN
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