Approfondimento

Tipologia

Diversificati Prudenti

Obiettivo e politica di investimento

Il CompAM SB Flexible Bond, inserito all’interno della categoria FIDA Diversificati Prudenti, può investire in diverse tipologie di asset, senza restrizioni geografiche, concentrandosi principalmente sui titoli di debito e limitando le asset class più rischiose. Il fondo punta quindi ad incrementare il proprio patrimonio prevalentemente tramite l’investimento diretto o indiretto in obbligazioni di qualsiasi Paese anche a basso rating. La politica di investimento contempla inoltre un massimo del 30% su azioni, ABS e MBS, questi ultimi limitati al 20% delle attività del comparto. Possono essere utilizzati anche gli strumenti del risparmio gestito ma con un limite del 10%. Il fondo può usufruire, al fine di una più efficiente gestione e con l’obiettivo di copertura dei rischi, di contratti a temine su valute, opzioni e futures quotati su titoli di stato, su tassi di interesse e valute. In via eccezionale e temporanea il comparto può infine detenere sino al 100% delle proprie attività in liquidità confermando la sua natura estremamente flessibile, sottolineata anche dall’assenza di indice benchmark di riferimento.

Analisi storica del fondo e del mercato di riferimento

Lanciato a novembre 2016, nei primi anni di quotazione è stato caratterizzato da volatilità molto ridotta ed inferiore sia a quella del mercato obbligazionario globale che a quella dell’indice di categoria FIDA FFI Diversificati Prudenti. Proprio la prudenza sembra contraddistinguere lo stile di gestione adottato fin ora, con l’andamento delle quotazioni negli anni rimasto tendenzialmente piatto anche durante mesi relativamente difficili dell’ultimo trimestre 2018; il draw down non è salito oltre il 3%. La storia disponibile non è molto ampia ma l’analisi di lungo termine dell’indice FIDA di categoria, pur non troppo rappresentativo trattandosi di strumenti flessibili, mostra un rendimento medio annuo composto è di circa il 4% a fronte di una volatilità del 5%. Numeri che lo collocano vicino alle caratteristiche degli investimenti obbligazionari globali.

Costi e struttura del comparto

Tutte le tre classi del comparto sono destinate formalmente a qualunque tipo di investitore ma, in base all’investimento minimo richiesto, sono rivolte a investitori molto diversi. Le classi B e Q infatti, presentano una barriera all’ingresso limitata, adatta agli investitori retail, di euro 1000 per la classe B e di una sola azione (ad oggi del valore di circa euro 100) per la classe Q quotata sul mercato ATFund di Borsa Italiana. Anche per le commissioni di gestione la classe Q è favorita da una aliquota dello 0.70% contro lo 0.90% della B. La classe M, infine, è quella gravata da un investimento minimo più elevato pari a euro 2.500.000 e da commissioni di gestione inferiori, dello 0.40%. Nessuna classe deve corrispondere commissioni di performance.

Sintesi

Il fondo, come indicato dall’SRRI pari a 3, e come confermato dell’analisi storica, presenta un rischio di medio-bassa entità. L’investimento risulta adatto ad un orizzonte temporale di circa 3 anni, come specificato sulla documentazione legale. La volatilità contenuta e i ridotti draw down, però, non lo rendono esente dal rischio di credito, derivante dai titoli a basso rating, dal rischio valuta, nonché dalla componente azionaria che può arrivare al non irrilevante 30%. Questa componente potrebbe avere però un ruolo importante per aggiungere una fonte di performance e potenzialmente anche di ridurre il rischio grazie all’effetto diversificazione.

Dati ed elaborazioni forniti da Finanza Dati Analisi
Ultimo aggiornamento 15/03/2019


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