Approfondimento

Tipologia

Diversificati Prudenti

Obiettivo e politica di investimento

Il fondo CompAM SB Flexibleè un fondo diversificato a gestione attiva, investito tra il 15 e il 60% in azioni quotate e per la restante parte in altri attivi investibili come titoli di debito, depositi ecc. Il gestore potrà inoltre allocare parte del patrimonio in altri OIC, anche gestiti dalla stessa società di gestione, ed acquistare strumenti derivati a fini di copertura e per una miglior gestione del portafoglio. Gli investimenti non sono limitati né geograficamente né economicamente, potendo il gestore selezionare i migliori strumenti senza alcuna restrizione. Non è previsto uno specifico benchmark per il fondo.

Analisi storica del fondo e del mercato di riferimento

Dal lancio della classe Q avvenuto a fine 2015, dopo un iniziale periodo in discesa da febbraio 2016 il fondo ha visto un graduale aumento delle quotazioni, terminato a inizio 2018 dopo una piccola correzione a fine 2016. Il 2018 ha visto invece perdite consistenti, nell’ordine dei sei punti percentuali, recuperati durante l’anno successivo. L’andamento più recente, fortemente influenzato dalla recente crisi legata alla diffusione del Covid-19 a livello mondiale, è caratterizzato da un forte draw down pari a circa il 16%, in parte recuperato nella seconda parte nell’anno ma ancora ben al di sotto dei massimi di fine febbraio 2020. Valutando l’andamento in maniera comparata con l’indice di categoria FIDA FFI Diversificati Prudenti, stabilendo un orizzonte temporale di 3 anni le performance rispetto all’indice di categoria sono state peggiori, con una perdita del 4,3% contro un guadagno complessivo dell’indice di mezzo punto percentuale. La volatilità si attesta invece su valori simili, anche se leggermente superiori per per il fondo rispetto all’indice.

Costi e struttura del comparto

Il comparto ha al suo interno sei classi, aperte a tutte le categorie di investitori. Le classi A, B, e D prevedono un investimento minimo di 1000 euro, mentre la classe Q ha come investimento minimo una singola quota. Dal punto di vista dei costi invece, la classe A prevede una commissione di gestione pari all’1,4%, la classe B del 1,8%, la classe C del 2,1% e la classe Q dello 0,95%. Le classiI e Mhanno invece un investimento minimo rispettivamente di 2,5 milioni e 500000 euro. I costi di gestione di queste classi sono rispettivamente dello 0,25% e dello 0,70% all’anno. Su tutte le classi grava inoltre una commissione di uscita variabile, con un valore massimo pari all’1,5% in caso di riscatto entro un anno, e che si riduce con l’allungarsi del periodo di detenzione fino ad annullarsi per periodi superiori ai 5 anni. È inoltre prevista una commissione di performance dell’8% per le classi I, M, Q e A e del 12% per le restanti.

Sintesi

L’obbiettivo del gestore è quello di creare valore per l’investitore, rivolgendosi a coloro che vogliono investire il proprio capitale in un mix di asset class diversificato a livello sia geografico, sia di capitalizzazione, con un orizzonte di investimento che va dai 3 ai 5 anni. L’indice SRRI è pari a 4 su 7 e indica un livello di rischio medio, in linea con la natura diversificata del fondo. La strategia d’investimento e l’utilizzo degli strumenti derivati espone l’investitore però ad una serie di rischi non trascurabili ma non sufficientemente espressi dall’indice SRRI, come il rischio di controparte o il rischio di liquidità.

Dati ed elaborazioni forniti da Finanza Dati Analisi
Ultimo aggiornamento 05/10/2020


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