Approfondimento

Tipologia

Diversificati Euro Moderati

Obiettivo e politica di investimento

L’Open Capital Professional Italy L è un fondo che, senza specifiche restrizioni nell’utilizzo delle varie asset class, investe il suo patrimonio principalmente in Italia rispettando la normativa PIR (Legge di Bilancio 2017). Rappresenta pertanto uno strumento diversificato con focalizzazione sulla nostra penisola e con particolare esposizione, in ambito azionario, verso la bassa capitalizzazione. La politica di investimento, coerente con la normativa, vincola almeno il 70% del patrimonio a strumenti finanziari, obbligazionari o azionari, quotati su mercati regolamentati e non, emessi da imprese residenti in Italia, o in Stati membri dell’Unione Europea ma aventi stabile organizzazione nel nostro Paese. Almeno il 30% di questa quota deve poi essere impiegato in strumenti di imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB di Borsa Italiana. Il fondo, inoltre, può investire parte della propria ricchezza in OICR e derivati purchè non eccedano il 100% del valore complessivo netto del patrimonio. La normativa circoscrive infine il rischio emittente limitandone l’investimento al 10%. Il fondo determina il proprio parametro di riferimento in un benchmark composto in equa misura da un indice azionario ed uno obbligazionario entrambi facenti riferimento al mercato italiano ma, come specificato la gestione è attiva e non ha l’obiettivo di replicarne il rendimento: - 50% Comit Globale R - 50% Bloomberg Barclays Euro-Aggregate Italy: Corporate Total Return Unhedged Sia per la quota obbligazionaria che per quella azionaria è utilizzata una strategia di tipo top down che parte dall’analisi macroeconomica e settoriale per poi determinare in un secondo momento la scelta dei singoli titoli con analisi specifiche di tipo fondamentale sulle singole realtà. Nel segmento obbligazionario le strategie possono comprendere posizionamenti sulle curve dei tassi ed infine anche l’analisi tecnica può essere utilizzate seppur con funzione complementare.

Analisi storica del fondo e del mercato di riferimento

Lanciato a febbraio 2018, ha una storia piuttosto breve dalla quale, però, emerge il profondo legame tra l’andamento del fondo e il mercato azionario italiano. L’andamento grafico ritraccia abbastanza fedelmente l’andamento dell’indice FIDA FFI Azionari Italia Large e Mid Cap pur con un draw down limitato probabilmente dalla componente obbligazionaria. I numeri segnalano che dopo i primi mesi caratterizzati da buoni guadagni, a maggio 2018 in concomitanza con il giudizio definitivo della Commissione Europea sulla legge di bilancio italiana l’andamento delle quotazioni è notevolmente peggiorato arrivando a registrare un -11%. Da inizio 2019 ad oggi (marzo 2019) però, anche grazie alla ripresa globale dei mercati ed in particolare dell’Italia, il fondo ha registrato un rendimento di circa l’8.50%. Dal punto di vista del rischio infine, occorre segnalare come il massimo draw down sia arrivato al 15%, 8 punti in meno del FIDA Azionari Italia Large e Mid Cap.

Costi e struttura del comparto

Le classi sono quattro: “L” dedicata agli investitori del mercato ATFund di Borsa Italiana, “R” retail, “I” per gli investitori professionali e “P” finalizzata esclusivamente all’investimento nei Piani Individuali di Risparmio (PIR). La commissione di gestione per le classe L ed I è dell’1% mentre per le classi R e P è dello 0.5%. Solo a queste ultime potrebbe essere applicata la commissione di ingresso fino a un massimo del 2%. La commissione di performance, applicata invece a tutte le classi, è del 20% e viene calcolata sull’extra-rendimento, rispetto al benchmark, maturato nell’anno solare e applicata sul minore tra l’ultimo valore complessivo netto alla data del calcolo e il valore complessivo netto medio del fondo nel periodo di riferimento.

Sintesi

L’indicatore di rischio (SRRI), riportato sulla documentazione legale, è pari a 5 e indica che l’investimento è moderatamente rischioso, il patrimonio, come illustrato, può essere infatti investito, anche in quantità significativa, in azioni a bassa capitalizzazione e ed obbligazioni non investment grade. Una parte del rischio inoltre, è probabilmente correlata al rischio specifico del Paese Italia. Il fondo, quindi, è certamente adatto ad essere inserito all’interno di un portafoglio geograficamente diversificato ma permette anche di beneficiare, rispettando certi limiti, dei vantaggi fiscali della normativa PIR e di sostenere gli investimenti sul territorio nazionale.

Dati ed elaborazioni forniti da Finanza Dati Analisi
Ultimo aggiornamento 15/03/2019


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.