Approfondimento

Tipologia

Diversificati Prudenti

Obiettivo e politica di investimento

Il fondo AcomeA Patrimonio Prudente è uno strumento finanziario flessibileche tramite una gestione attiva persegueil ritorno assoluto del capitale investito. La flessibilità permette al gestore dioperare su un ampio universo di strumenti obbligazionari e monetari, mantenendo comunque un’esposizione non significativa a strumenti d’investimento azionari. L’utilizzo di prodotti del risparmio gestito è inoltre limitato ad una quota residuale del 10% del patrimonio. Al fine di gestire attivamenteil rischio valutario e configurare efficientementeil portafoglio è consentito l’uso di strumenti derivati con un limite di leva finanziaria pari all’1,3, purché non comporti un aumento strutturale dell’esposizione o una modifica del profilo di rischio/rendimento del fondo. La selezione dei titoli non presenta vincoli settoriali, geografici e di duration e si basa su un’analisi macro e microeconomica implementando, con un alto grado di discrezionalità da parte del gestore, un approccio contrarian ai mercatiper raggiungere l’obiettivo di crescita del capitale nel medio periodo. Non è previsto un benchmark ufficiale e viene preso come parametro di riferimento il mantenimento di un livello massimo di rischiosità rappresentato da un indice di volatilità giornaliera annualizzata.

Analisi storica del fondo e del mercato di riferimento

Il comparto è stato istituito nel 2001, con la prima classe di quote A1. Analizzando l’andamento degli ultimi anni, successivi alla quotazione della classe Q2, dopo un’iniziale discesa delle quotazioni nel periodo fine 2015inizio 2016, ben più decisa rispetto all’indice FIDA FFI Diversificati Prudenti, è seguita una ripresa che ha caratterizzato l’andamento fino a metà del 2018, con rendimenti in linea rispetto alla categoria di riferimento. Dopo una flessione avvenuta verso fine 2018, nel 2019 il Nav del fondo ha registrato il rendimento annuo migliore intorno al 17,2%, battendo di due punti percentuali l’indice Fida di riferimento. Nel 2020 dopo aver registrato nuovi massimi, a causa delle tensioni dovute alla diffusione del Covid19, ha registrato un draw down intorno al 28% e una volatilità del 18% superiori all’indice Fida. Attualmente il Nav sta avendo una robusta ripresa dai minimi registrati a fine marzo. Pur presentando una rischiosità maggiore rispetto alla sua categoria, il rapporto rischio rendimento si conferma in linea con i competitors grazie a performance sistematicamente superiori.

Costi e struttura del comparto

Il comparto si divide in 3 classi, tutte rivolte ad investitori retail. La classe A1, riservata ai partecipanti che sottoscrivono in modalità collocamento o direttamente, ha una commissione di gestione pari all’1.80%, con una commissione di entrata di massimo 4%, una commissione in uscita di pari importo, un investimento minimo di 100 euro. La classe A2, dedicata a coloro che partecipano al fondo in modalità “execution only”, presenta una commissione di gestione dell’0.80%, una commissione d’uscita di massimo 4% e anch’essa un investimento minimo di 100 euro. In ultimo, la classe Q2, negoziata sul sistema multilaterale ATFund di Borsa Italiana, prevede anch’essa commissioni di gestione dello 0.80%, ma non prevede nessuna commissione né in entrata né in uscita e ha inoltre un importo minimo di investimento pari ad una sola singola quota. Tutte le tre classi sono gravate da una commissione di performance del 15%, calcolata con il metodo dell’High Water Mark assoluto.

Sintesi

L’indicatore SRRI, che rappresenta in maniera sintetica il livello di rischiosità dello strumento, è pari a 5 su 7 e risulta di poco maggiore rispetto alla categoria di appartenenza. Potendo investire in tipologie molto variegate di titoli, la rischiosità dello strumento è anche influenzata, tra gli altri, dalla gestione attiva del rischio di cambio, dal rischio di credito degli strumenti di debito e dalla rischiosità specifica legate agli strumenti provenienti dai mercati emergenti ed a bassa capitalizzazione. L’alta flessibilità, però, permette al gestore di raggiungere l’obiettivo di crescita del capitale nel medio periodo in maniera più efficace, potendo sfruttare tutte le opportunità che il mercato offre in termini di rendimento.

Dati ed elaborazioni forniti da Finanza Dati Analisi
Ultimo aggiornamento 07/05/2020


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