
L'utilizzo di ETF in Europa è diventato più diffuso e sofisticato grazie al forte sviluppo dei prodotti negli ultimi 10 anni. Se nel 2000, vi era solo un ristretto numero di strumenti replicanti i principali mercati azionari globali, oggigiorno gli ETF sono diventati attori principali nell'universo investibile sia in termini di numero di prodotti che di mercati a cui gli ETF riescono a dare accesso: aree geografiche, settori, obbligazionario governativo e corporate, materie prime, strategie, ecc.
Oggi, gli investitori possono implementare numerose strategie di asset allocation necessarie in questo contesto di mercato di difficile interpretazione. L'ETF diventa quindi uno strumento efficace ed efficiente per ridurre i rischi indesiderati del proprio portafoglio di investimento.
In questo articolo, esamineremo come gli ETF siano in grado di fornire soluzioni per gestire e minimizzare i rischi di un portafoglio obbligazionario (rischio tasso e rischio inflazione) e i rischi tipici di un portafoglio azionario globale (rischio di cambio).
Come utilizzare gli ETF obbligazionari con finalità di copertura
L'aumento della domanda di ETF sul reddito fisso ha spinto il mercato ad avviare un importante sviluppo nel settore.
Negli ultimi 4 anni sono triplicate le masse gestite su ETF obbligazionari, passando da 14 miliardi alla fine del 2007 a 43 miliardi di euro investiti alla fine del 2011.
Allo stesso tempo gli ETF che ricoprono l'asset class obbligazionaria hanno raggiunto il numero di circa 200 prodotti.
Gli investitori hanno quindi ora a disposizione un largo range di prodotti che dà accesso a differenti esposizioni in termini di diverse scadenze (maturity), esposizioni su Europa, US e Mercati Emergenti, esposizioni per rating (Core e Periferia Europa) e addirittura la possibilità di utilizzare ETF Obbligazionari Short, che offrono un’esposizione inversa ai titoli obbligazionari di riferimento e che, di conseguenza, permettono di avere una esposizione "diretta" ai tassi di interesse piuttosto che ai prezzi dei titoli.
Minimizzare il rischio Inflazione
Un aumento dell'inflazione, a parità di altre condizioni, riduce il rendimento reale dei propri investimenti obbligazionari.
Per fare un esempio, se il nostro portafoglio finanziario genera un rendimento nominale del 3%, il nostro rendimento reale sarà inferiore a causa dell'inflazione. In particolare, con una inflazione all'1%, il nostro rendimento reale sarà del 2% (rendimento nominale – inflazione). Ma se l'inflazione dovesse per esempio aumentare e raggiungere il 2%, allora il rendimento reale del nostro portafoglio si ridurrebbe ancora di più passando da 2% a 1%. In questo caso l'utilizzo di un ETF legato all'inflazione riduce il rischio di perdita di "rendimento reale" del proprio patrimonio a causa dell'aumento dell'inflazione. In Europa esistono molti ETF legati ai livelli di inflazione di diverse aree geografiche: Europea, Americana o Inglese.
Minimizzare il rischio di tasso di interesse
L'aumento dei tassi di interesse riduce il prezzo dei titoli di Stato con un conseguente immediato minusvalore di tutti i titoli obbligazionari presenti nel proprio portafoglio finanziario.
In questo caso l'utilizzo di ETF Short Obbligazionari permette di prendere una posizione inversa che beneficia dei rialzi dei tassi di interesse e protegge, di conseguenza, il proprio portafoglio dal rischio tasso di interesse.
Per esempio, un portafoglio investito in titoli obbligazionari governativi europei può essere coperto dal rischio di una potenziale caduta dei prezzi attraverso il corrispettivo ETF Short sui governativi Europa.
Grafico 1: confronto tra la performance di un BTP agosto 2016 e quella dell'indice EuroMTS Short Eurozone Investment Grade 5-7 years

Fonte: Bloomberg
Proteggersi dall'allargamento dello "spread"
Come si è visto negli ultimi mesi, nella zona Euro il differenziale (Spread) tra i rendimenti dei titoli di Stato dell'area "core" (Germania, Francia) e l'area "periferia" (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) si è allargato moltissimo. Questo allargamento ha generato delle significative differenze di rendimento tra le due macro aree europee.
Esistono ETF che permettono di prendere esposizione sui titoli governativi Europei tenendo conto del loro rating (i paesi "Core" sono caratterizzati da un altissimo rating, mentre i paesi della "Periferia" storicamente hanno dei rating inferiori). Gli indici di riferimento per queste due aree sono dunque: Govt Bond Highest rated EuroMTS Investment Grade (Core europa) e Govt Bond Lowest rated EuroMTS Investment Grade (Periferia Europa).
Per esempio, l'investitore può utilizzare tali ETF per proteggere il portafoglio o per implementare una propria strategia che scommetta su un ampliamento dello spread.
Combinando un ETF sull'indice Govt Bond Lowest rated EuroMTS con un ETF Short sui Governativi Europa, si implementa una semplice strategia trae profitto dall’allargamento dello spread.
Come proteggersi dal rischio di cambio con ETF Azionari
Quando si dedica parte del portafoglio finanziario al mercato azionario globale, si ha l'obiettivo di partecipare al potenziale di crescita delle società quotate e di beneficiare dei loro utili. L'investitore deve però tener conto dell'impatto del tasso di cambio quando le società non sono quotate in Euro (per esempio le società del mercato americano).
Grosse variazioni sul cambio possono infatti azzerare tutti i benefici prodotti da un titolo di una società in crescita e performante.
Esistono degli ETF che permettono di mitigare l'impatto del tasso di cambio e gestire in modo efficiente il rischio di cambio del proprio portafoglio.
Per esempio esistono ETF che combinano l'esposizione ad un mercato azionario con una protezione dalle variazioni del cambio Euro/dollaro o Euro/Yen con cadenza mensile. Le ultimissime innovazioni nel mondo degli ETF hanno da poco introdotto anche ETF con cambio coperto giornalmente, molto più efficienti in termini di protezione dal rischio cambio. Grazie alla copertura giornaliera, in questi ultimi ETF, il rischio di cambio è praticamente ridotto a zero.
Ovviamente l'effetto del tasso di cambio può anche essere favorevole all'investitore. Ma dobbiamo anche essere in grado di sapere analizzare i nostri investimenti e cercare di eliminare i fattori di rischio che potrebbero farci avere brutte sorprese.
Nel grafico che segue abbiamo messo in evidenza la performance dell'S&P500 in dollari (che equivale ad un indice S&P500 hedgiato giornalmente) e dell'S&P500 in Euro (con rischio di cambio). Durante tutto il periodo si possono notare significative differenze sulla performance, esclusivamente dovute a movimenti del cambio Euro/dollaro.
Grafico 2: confronto tra la performance dell'indice S&P500 denominato in USD e quella del medesimo indice in denominato in EUR

Fonte: Bloomberg
Editoriale
Per quanto riguarda il mercato IDEM, ospitiamo in questo numero l'articolo di Massimo Intropido, il quale descrive come spesso, quando si devono prendere decisioni di investimento, si tende ad attendere che i fatti confermino le nostre convinzioni.....continua
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