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Il contesto normativo

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Il nuovo segmento di Borsa Italiana nasce a seguito di importanti innovazioni normative del contesto di riferimento, introdotte dal 2012 con il “Decreto Sviluppo” e il “Decreto Sviluppo-Bis” ed arricchite successivamente nel corso del 2013 e del 2014 con “Piano Destinazione Italia”, “Decreto Competitività 2014” e Regolamento IVASS.

Tali innovazioni hanno avuto la finalità di agevolare l’accesso ai mercati dei capitali per le società italiane private diverse dalle microimprese, particolarmente sensibili nei momenti di crisi finanziarie stante la composizione media delle proprie fonti di finanziamento fortemente incentrata sul debito bancario prevalentemente di breve periodo. Le direzioni intraprese sono state essenzialmente due:  da un lato facilitare le aziende al ricorso di strumenti di capitale così da agevolarle verso un nuovo equilibrio nella composizione del passivo e dall’altro indirizzare stabilmente i grandi investitori istituzionali anche esteri verso l’economia reale italiana.

Nel dettaglio i principali interventi a favore delle aziende possono essere sintetizzati come segue:

  • Rimozione limiti quantitativi all’emissione di obbligazioni da parte di S.p.A. se in presenza di alcune condizioni (art. 2412 del codice civile)
  • Introduzione della possibilità di emissione di cambiali finanziarie in regime dematerializzato da parte delle società diverse dalle microimprese
  • Introduzione della possibilità di emissione di obbligazioni con clausole di partecipazione da parte delle società diverse dalle microimprese
  • Equiparazione regime di deducibilità degli interessi passivi per le società non quotate emittenti strumenti di debito se in presenza di alcune condizioni
  • Estensione alle società non quotate della deducibilità delle spese di emissione strumenti di debito
  • Riduzione dei requisiti minimi di capitale per le S.p.A.
  • Introduzione della possibilità anche per le società non quotate di adozione dei principi contabili internazionali (“IFRS”)

I principali interventi per indirizzare stabilmente gli investitori verso gli strumenti di debito delle società italiane sono stati:

  • Esenzione della ritenuta alla fonte sui proventi da titoli di debito se in presenza di alcune condizioni per investitori esteri (White List) e per le società di cartolarizzazione
  • Introduzione dei titoli di debito, titoli cartolarizzati e quote di debt fund come asset a copertura delle riserve tecniche delle compagnie assicurative
  • Estensione della garanzia del Fondo Centrale di Garanzia anche agli strumenti di debito
  • Semplificazione delle procedure di cartolarizzazione
  • Introduzione di un credito d’imposta per i gli Enti di previdenza obbligatori e per le forme di previdenza complementari che investono nell’economia reale

 

Ultimo aggiornamento:  16 Settembre 2015 - 14:31


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