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Il nuovo ruolo della BCE


Il meccanismo di vigilanza unica bancaria rappresenta un passo avanti di importanza strutturale nella nuova architettura europea. Il 13 dicembre del 2012 un accordo di massima in sede di Ecofin ha avviato il processo di creazione di questo strumento. La Commissione europea ne ha già, in gran parte, definito le caratteristiche e quindi un quadro generale è già disponibile.

L’obiettivo del Single Supervisory Mechanism (SSM), affidato alla Banca centrale europea, è quello di riportare la fiducia nel credito dell’Eurozona in modo da rivitalizzare il prestito interbancario e i flussi di capitali tra i vari Paesi membri con effetti tangibili sull’economia reale. Il suo ruolo dovrà coordinarsi in maniera sistemica con quello del fondo ESM (European Stability Mechanism), che potrà intervenire direttamente nella ricapitalizzazione delle banche.

Alla Bce di Mario Draghi toccherà la responsabilità di autorizzare le banche, di controllarne i livelli di capitale, di leva e di liquidità, monitorando gli agglomerati finanziari. E’ previsto che il Meccanismo di vigilanza unica bancaria sia composto dalla Bce stessa e dalle autorità nazionali competenti. E’ stata stabilita anche una rigida divisione tra gli obiettivi di politica monetaria della Banca centrale europea e i nuovi compiti di vigilanza prudenziale che lo stesso Mario Draghi ha ribadito.

Il numero uno della Bce ha, d’altra parte, avuto un ruolo fondamentale nella tenuta dell’Eurozona di fronte alla crisi del debito sovrano (crisi per inteso non ancora scongiurata) con la messa a punto degli strumenti noti come Outright Monetary Transaction OMT. Le OMT consentono alla Bce l’acquisto diretto nei mercati secondari dei bond dei Paesi in crisi, ma sono strettamente subordinate a un programma di consolidamento macroeconomico del Paese affidato all’Esm. In questi interventi di Draghi si pongono in pratica le fondamenta del tandem Bce-ESM che è alla base dell’Unione bancaria europea.

Nel nuovo quadro le banche centrali e le autorità di vigilanza nazionale manterranno gli altri compiti non attribuiti alla Bce come la protezione dei consumatori, il monitoraggio sul riciclaggio, sui servizi di pagamento e sulle succursali delle banche di Paesi non europei. L’incarico di definire un corpus unico di norme rimane assegnato all’Autorità bancaria europea (EBA). Il potere di sorveglianza attribuito alla Bce diventa enorme. La Banca centrale controllerà direttamente 150 banche con asset da oltre 30 miliardi di euro. Potrà inoltre intervenire in ogni momento su una più ampia platea che raggiunge 6 mila banche europee. Questi 6 mila istituti saranno monitorati primariamente dalle autorità nazionali competenti.

In una nota del 14 dicembre, però, Fitch sottolineava che il progetto di una vigilanza unica bancaria rimane ancora di lungo periodo e ricordava che l’accordo raggiunto prevede che la Bce assuma i poteri di supervisione entro il primo marzo del 2014. L’attivazione del Meccanismo di vigilanza unica rimane però un passo fondamentale per il consolidamento dell’Eurozona, perché solo quando esso sarà effettivo l’ESM potrà, in caso di necessità, intervenire e ricapitalizzare gli istituti di credito.message

Ultimo aggiornamento:  17 Gennaio 2013 - 18:22

 


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