Banca Generali

Giorgio Girelli - A.D.di Banca Generali



Banca Generali: Girelli, tempismo e competenza sono stati la forza nostro Scudo



23 Feb - 15:03

Banca Generali è uno dei gruppi che hanno saputo avvantaggiarsi maggiormente delle possibilità offerte dallo scudo ter. La raccolta netta nel 2009 ha superato i 2 miliardi di euro di cui circa 1,5 miliardi provenienti dal rimpatrio fisico dei capitali. Oltre 2.000 nuovi clienti si sono rivolti al vostro gruppo. Risultati, ma anche sfide delle quali parliamo con Giorgio Angelo Girelli, amministratore delegato di Banca Generali dal 2000 e consigliere del gruppo Generali.

A cosa dovete questo successo? Quali sono stati i fattori che vi hanno avvantaggiato?

Banca Generali ha ‘scommesso’ sullo Scudo Fiscale quando l’ipotesi di effettuarlo o meno era ancora al vaglio, cioè lo scorso aprile. Da allora abbiamo iniziato a preparare una task force di 20 persone in azienda, abbiamo attivato una collaborazione con due dei più importanti esperti in tematiche fiscali e abbiamo dato il via alla formazione alla Rete. A settembre siamo stati i primi a partire con 14 convegni nelle principali città italiane sul tema dello Scudo Fiscale: hanno partecipato ben 4 mila commercialisti. Tutto questo, associato alla forza del nostro brand e alla nostra capacità di risposta alle necessità dei clienti, ha reso possibile l’eccezionale successo dell’operazione.

A gennaio la vostra raccolta ha raggiunto i 200 milioni di euro, nel ramo delle gestioni patrimoniali individuali avete raccolto altri 86 milioni di euro con la clientela che ha effettuato dei rimpatri ed è salita dal 37 al 46% la quota di rimpatri reinvestita in prodotti del risparmio gestito. Quali vantaggi trarrete, nel medio e lungo periodo, da questi afflussi?

I vantaggi sono di due tipi. Il primo è che queste nuove masse sembrano essere decisamente solide e in grado di garantire ritorni stabili per alcuni anni, l’altro è che una parte dei circa duemila clienti che si sono affidati a Banca Generali in occasione dello Scudo Fiscale probabilmente ci daranno fiducia per gestire i loro asset attualmente detenuti in Italia. Per quanto riguarda lo Scudo Fiscale, per il 2010 devono arrivare ancora alcune centinaia di milioni di euro relativi a dicembre e alcuni flussi legati alla riapertura dei termini ad aprile.

La proroga dello scudo fiscale vi mette sicuramente a confronto con posizioni più complesse, come vi siete attrezzati per gestire queste criticità? Avete progettato nuovi prodotti?

Come ho detto all’inizio, Banca Generali si è strutturata da subito per essere il più qualificato operatore per le esigenze complesse della clientela. Oltre alle collaborazioni tecniche con i due studi esterni, che abbiamo confermato, all’interno del Gruppo Banca Generali disponiamo di due società fiduciarie, una dinamica, BG Fiduciaria Sim, e una statica, Sant’Alessandro Fiduciaria, che rendono il servizio veramente completo. Non credo, invece, alla necessità di sviluppare prodotti specifici per le somme rimpatriate, perché questo tipo di clienti ha bisogno di soluzioni molto semplici e sicure, in grado di generare ritorni stabili.

Pensate che ci saranno effetti duraturi dello scudo fiscale sul mercato italiano del risparmio gestito?

Sicuramente lo Scudo Fiscale è stato un beneficio per il mercato italiano del risparmio gestito, ma non credo si tratti del punto di svolta. A mio avviso la vera criticità di questo settore è rappresentata dal fatto che troppo spesso il risparmio gestito è un prodotto venduto a scaffale. Senza una vera consulenza, che però può essere fornita solo da persone molto preparate, non vedo un grande futuro per il risparmio gestito in Italia.

Secondo voi ci sono delle strutture di distribuzione o di prodotto più adatte di altre alla gestione di questi asset?

Il buon esito dello Scudo Fiscale, come hanno dimostrato i risultati delle strutture specializzate, tra cui Banca Generali, ha veramente spiccato, è stato la dimostrazione che questo non è un business di massa, ma un’attività che può essere effettuata solo da pochi operatori molto qualificati.

Secondo voi con questo scudo è davvero finita l’epoca dei paradisi fiscali?

Non so se questo Scudo sia davvero la fine, ma può essere l’inizio della fine. Ci vorrà ancora del tempo, ma credo che il processo sia irreversibile.

Come vi siete attrezzati per affrontare le prevedibili turbolenze dei mercati nei prossimi mesi?

Da sempre la nostra offerta punta a proteggere il capitale dei nostri clienti. Abbiamo iniziato, dal 2007, a diminuire l’esposizione al puro rischio dei nostri clienti ed abbiamo continuato nel 2008. È stata una scelta difficile, anche per i conti dell’azienda, ma i nostri clienti sono stati veramente soddisfatti. Sono convinto che l’eccellenza delle aziende si misuri nelle scelte difficili e misurate davvero su una logica di lungo periodo. Nel 2009 la performance media dei portafogli dei nostri clienti, inclusa la liquidità e i titoli, è stata pari all’8,3% e nel risparmio gestito al 16%: considerando la bassa esposizione al rischio di cui parlavo prima, mi sembra un risultato veramente eccellente. Il 2010 si annuncia come un anno ancora turbolento. Andremo avanti a gestire i portafogli dei nostri clienti con grande prudenza e, insieme, capacità di generale dei ritorni positivi. Questa è la nostra filosofia e così continueremo.

 

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