I recenti successi della lotta all'evasione

Scudo fiscale: i recenti successi della lotta all'evasione



Sempre più aspra la lotta all’evasione e lo scudo regala un’ultima via d’uscita



1 Apr - 09:57

Questa volta a Roma sembra che si voglia fare sul serio con la caccia all’evasione. Molti osservatori, anche internazionali, hanno bocciato lo scudo fiscale definendolo una manovra di cassa che invia segnali scoraggianti per il futuro, tuttavia i risultati dell’azione congiunta dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza raccontano in parallelo un'altra storia.

Il 2010 si apre con la proroga dello Scudo Ter fino ad aprile, ma conferma anche la fermezza del governo nel contrasto a tutti i meccanismi distorsivi che hanno permesso negli ultimi anni il moltiplicarsi di fatture offshore, frodi Carosello, conti all’estero e tesoretti depositati in fiduciarie opache.

Di recente la Guardia di Finanza ha dichiarato di seguire circa 1.400 filoni investigativi che condurrebbero a redditi non dichiarati al Fisco Italiano. Già nel 2009 sono stati scoperti circa 5,4 miliardi di euro di redditi sottratti alla tassazione italiana. Nei primi tre mesi del 2010, però, l’azione delle Fiamme Gialle ha macinato nuovi risultati con un altro tesoretto di oltre mezzo miliardo di euro che ricompare grazie alle indagini.

Professionisti della consulenza esperti nella creazione di società fittizie finalizzate al trasferimento illecito di capitali oltre confine sono finiti in molti casi sui giornali coinvolgendo politici e amministratori di importanti società. Basti ricordare i casi di Telecom Italia Sparkle e Fastweb o quello della frode fiscale di Santa Giulia-Montecity. Ad essi si affiancano altri successi del Fisco in tutta Italia, da Padova a Siena, da Modena a Salerno.

La lotta all’evasione si muove, però, su più fronti e di recente la stessa Agenzia delle entrate ha rivelato di avere spedito 6.000 lettere ai contribuenti italiani che non hanno dichiarato di possedere immobili all’estero e in particolare in Francia e in Gran Bretagna. Con l’anno di imposizione 2009 sono, infatti, cambiate anche le regole: adesso bisogna dichiarare anche i beni immobili che non producono redditi di fonte estera imponibili in Italia. In pratica giunge un altro segnale di rigore a coloro che hanno beni o attività non dichiarate all'estero.

Diversi contribuenti italiani con la casa o lo yacht in Costa Azzurra o quanti hanno comprato una villetta nel Regno Unito approfittando della svalutazione della sterlina dovranno quindi rivelare al Fisco la propria posizione per non incorrere in pene sempre più severe. Lo scudo fiscale regala fino ad aprile una finestra per la regolarizzazione di tutte quelle posizioni che ogni giorno di più rischiano di finire sotto la lente degli 007 italiani.

Nel frattempo le dimensioni dell'"economia sommersa" si rivelano ogni giorno più imponenti. Gli interventi della Guardia di Finanza e del Fisco, però, si rivelano però, al contempo, sempre più incisivi.

 

 

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