Hsbc: scudo protegge italiani

Hsbc: lo scudo ter protegge italiani da un caso esplosivo



Lo scudo fiscale italiano potrebbe servire a migliaia di italiani che avevano dei conti nella filiale di Ginevra di Hsbc



19 Apr - 11:13

Lo scudo fiscale italiano alla fine potrebbe servire a migliaia di italiani che avevano dei conti all’estero, nella filiale di Ginevra di Hsbc. A due settimane dal termine dello scudo previsto per il 30 aprile prossimo scoppia infatti il caso della cosiddetta "lista Falciani".

Hervé Falciani è un (ex) impiegato della Hsbc con cittadinanza italiana e francese che qualche anno fa ha cominciato a scoprire delle vere e proprie pecche nei sistemi di sicurezza del colosso bancario Hsbc e ha deciso di denunciarle al proprio ufficio e a diverse autorità. Questo almeno secondo una sua recente ricostruzione, visto che il caso è ancora al vaglio della magistratura francese e della Procura di Torino che sono al lavoro sugli accertamenti del caso.

Di certo sembra esserci solo che l’uomo è venuto in possesso di una lista con almeno 127 mila nomi di evasori e che vive sorvegliato a Mentone in Francia. In un’intervista rilasciata a La Stampa il 16 aprile Falciani ha dichiarato di essere solo un collaboratore di giustizia che si è rivolto a diverse autorità per rivelare le pecche del "sistema Hsbc". Il 38enne esperto di informatica aveva deciso di svelare i nomi delle migliaia di sospetti evasori finiti nel suo computer portatile.

Secondo alcune ipotesi di stampa in realtà Falciani avrebbe anche cercato di vendere queste informazioni persino in Libano senza successo, ma nella sua recente intervista l’informatico smentisce l’ipotesi delle finalità di lucro. Sicuramente la Svizzera lo considera un ladro. Sicuramente ancora una volta il segreto bancario vacilla dopo il caso di Ubs e numerosi altri episodi di elenchi di conti bancari rubati dai dipendenti degli istituti di credito o trafugati da diversi servizi segreti.

Questa volta, però, gli (eventuali) evasori che la Procura di Torino potrebbe scoprire avrebbero una chance ignota ai colleghi francesi, tedeschi e inglesi. Lo scudo fiscale potrebbe, infatti, ridurre a una multa del 7% dei capitali non dichiarati le assai più cospicue sanzioni che il codice prevederebbe per gli evasori con capitali all’estero.

"I soggetti che sono attualmente indagati dalla procura di Torino non sarebbero penalmente perseguibili qualora, avendone i requisiti, accedessero tempestivamente ai benefici dello scudo fiscale, dato che lo stesso prevede la non punibilità dei più diffusi reati tributari", ci conferma Lucio Bongiovanni dello Studio Legale Leone-Torrani e Associati. Almeno in Italia quei dati potrebbero dunque non far paura, anche perché lo scudo italiano garantisce anche l’anonimato. Diverso il caso degli eventuali evasori britannici, tedeschi e francesi: il procuratore di Nizza Eric de Montgolfier sembra, infatti, deciso a seguire con attenzione questo caso e gli altri ordinamenti europei non concedono le opportunità dello scudo italiano. Qualcuno comincia persino a temere che possa generarsi un effetto tangibile sulla stessa Hsbc, un colosso del credito britannico che – sostiene Falciani – sapeva di queste falle nella propria sicurezza. I correntisti italiani della filiale ginevrina Hsbc, però, probabilmente hanno già tirato un sospiro di sollievo.

 

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