Il sistema Statunitense
Il sistema pensionistico Usa
Anche Oltreoceano il pilastro pubblico è molto importanza per il comparto previdenziale
24 Feb
- 08:47
Dall’Europa, molte volte, pensiamo gli Stati Uniti come il Far-West del mercato liberistico. A spanne, abituati alla burocrazia italiana e alla tradizionale capillarità del welfare state all’europea, immaginiamo che Oltreoceano tutto sia lasciato all’iniziativa privata, anche le pensioni. Eppure fino ad oggi e dai tempi di Roosevelt – nonostante i propositi riformatori del secondo Bush – nel sistema pensionistico statunitense il settore pubblico gioca un ruolo preponderante, lasciando ai prodotti previdenziali privati una posizione di secondo piano e complementarietà.
Cos’è la Social Security?
Il 14 luglio del 1935, con la firma posta dal presidente Franklin Delano Roosevelt sotto il Social Security Act (nell’ambito del programma di sostegno all’economia New Deal), nacque il sistema previdenziale pubblico statunitense (indennità di disoccupazione, malattia e vecchiaia), la Social Security, appunto, omologa dell’Inps italiana.
Nel corso dei decenni, il sistema della Social Security – pur subendo qualche modifica relativa alle quote di contribuzione – è rimasto sostanzialmente invariato e – secondo le stime degli esperti – potrà fare affidamento su conti in attivo almeno fino al 2017. Solo in quell’anno, l’evoluzione demografica degli Stati Uniti richiedere di mettere mano al tesoretto accumulato per fare fronte al pagamento delle indennità erogate.
Come funzionano le pensioni pubbliche
Il sistema previdenziale nato con il Social Security Act è a ripartizione (ossia, i contributi versati dai lavoratori attivi non vengono accantonati a loro favore, ma piuttosto sono utilizzati per pagare i sussidi a quanti li ricevono già).
Il sistema finanziario – che secondo i calcoli governativi copre il 96% dei lavoratori attivi negli Stati Uniti (non solo gli statunitensi, ma tutti coloro che lavorano regolarmente nei confini nazionali – è finanziato da un’aliquota contributiva pari al 12,4% da dividere a metà tra il lavoratore e il datore di lavoro (i lavoratori autonomi devono sostenere da soli l’intero peso).
Durante la vita professionale, versando i contributi Social Security, si accumulano crediti validi per l’erogazione dei sussidi previsti dal sistema. Il numero necessario per avere diritto alla pensione dipende dall’anno di nascita (per i nati nel 1929 e successivamente) occorrono 40 crediti (pari a 10 anni di lavoro).
Nel sistema statunitense, l’ammontare dei sussidi cui si ha diritto una volta in pensione dipende dai redditi accumulati durante la carriera lavorativa (ma anche dall’età in cui si entra in pensione: se ci si ritira appena possibile, si avrà un sussidio inferiore a quello che si avrebbe rimanendo ancora qualche anno al lavoro): più alto è stato il reddito negli anni di lavoro, più cospicuo sarà l’assegno della pensione.
A che età dunque è possibile ricevere la pensione pubblica negli States? Si matura il diritto alla pensione completa a 65 per chi è nato prima del 1938, mentre per i nati dopo il 1938 l’età pensionabile si innalza gradualmente fino ai 67 anni per i nati successivamente al 1960. Per chi decide di andare in pensione prima o dopo il raggiungimento dell’età di pensionamento completo, la ricezione dell’assegno è legata ad alcuni limiti redittuali.
Il settore delle pensioni private, un’utile compensazione
Il sistema previdenziale statunitense, oltre che sulla Social Security, si basa su altri due pilastri (fondi pensione e piani individuali), cui i lavoratori possono aderire su base volontaria.
Questo sistema di previdenza complementare è pensato per i lavoratori con redditi medio-alti che trovano insoddisfacente la prestazione offerta dalla previdenza pubblica. Nel complesso delle forme previdenziali private, oltre ai piani previdenziali collettivi a contribuzione definita e a quelli a prestazione definita, rientrano anche i piani previdenziali individuali (Ira) e le polizze assicurative a scopo previdenziale (annuity).
Le offerte previdenziali integrative abbondano. Ad esempio, i piani 401 (k), che prendono il nome dal numero della legge che li ha istituiti, rappresentano quasi la metà del patrimonio dei lavoratori americani investito in fondi e il 10% delle aziende Usa ha già imposto l’adesione automatica per i neoassunti con una contribuzione volontaria pari al 6% del reddito. Al momento dell’adesione a uno di questi fondi, il lavoratore apre un conto individuale all’interno del piano e prende su di sé la responsabilità delle decisioni di investimento che finiranno per determinare il suo tenore di vita in età avanzata. Starà quindi al lavoratore scegliere il mix di investimento desiderato, così come è demandata al lavoratore la scelta, al momento della pensione, se riscuotere la prestazione in capitale o continuare con l’investimento, posticipando il riscatto al momento in cui si presenti la necessità di percepire una rendita.