Il peso delle pensioni sull' UE
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Il peso di pensioni e welfare sull’Europa



L’incidenza delle politiche assistenziali e previdenziali sul bilancio pubblico dei vari Stati



8 Mar - 15:02

Ad appesantire i già gravati conti pubblici negli ultimi anni, oltre alle pensioni, ci si sono messi anche gli ammortizzatori sociali, il cui ricorso è aumentato considerevolmente in conseguenza della crisi economica. Se la spesa pensionistica grava un 30% sulle casse pubbliche, lo stato sociale ha maturato un’incidenza del 53%. A far aumentare i costi soprattutto la Cassa integrazione.

Pensioni che pesano

Una riforma previdenziale provvidenziale quella appena varata, che dovrebbe alleggerire la spesa pubblica sulle pensioni. Il nostro Paese, infatti, aveva il più alto livello di spesa pensionistica, pari al 14% del PIL nel 2005 e all’11,5% nel 2007. La spesa pensionistica al 2009 assorbiva ancora circa il 30% delle uscite statali complessive, ossia quasi il doppio rispetto alla media degli altri paesi Ocse. In Italia la spesa pubblica per benefici a favore degli anziani "é la più alta nei paesi Ocse da alcuni anni" precisa l'organizzazione parigina sottolineando che "le pensioni assorbono quasi il 30% del bilancio dello Stato, rispetto a una media Ocse del 16%".

L'Ocse metteva quindi in guardia dal "rischio" che un sistema così concepito potesse indurre a sottrarre risorse di spesa pubblica a altri settori "preferibili" quali il welfare e l'istruzione. Quanto ai contributi pensionistici, in Italia raggiungono "quasi il 33% dei guadagni, contro una media del 21% negli altri paesi Ocse".

Welfare all’italiana

Se le pensioni occupano una fetta consistente della spesa pubblica, arretrano invece le spese legate ad istruzione ed assistenza previdenziale (inclusa l’invalidità), sebbene incrementino esponenzialmente i ricorsi agli ammortizzatori sociali (in primis la Cassa Integrazione). Secondo le rilevazioni infatti solamente la protezione sociale e la sanità costano allo Stato 423 miliardi di euro, una spesa raddoppiata in soli 8 anni. In termini d'incidenza percentuale, il complesso della spesa per la sanità e la protezione sociale sul totale della spesa pubblica passa dal 49,6% del 2000 al 53% del 2009. Solo nell'ambito della protezione sociale la componente principale è costituita dalle prestazioni sociali in denaro. Sulla crescita di quest'ultima voce ha inciso, a partire dal secondo semestre del 2008, il rilevante ricorso agli ammortizzatori sociali. Meno attenzione sarebbe invece stata dedicata negli ultimi anni ad istruzione e attività ricreative/culturali, la cui spesa scende invece dall' 11,6% del 2000 al 10,7% del 2009.

Confronto con l’Europa

Facendo un rapido confronto col resto d’Europa il nostro Paese si caratterizza per una spesa nettamente inferiore alla media in protezione sociale (il 37,5% contro il 40,1%) ed istruzione (tra il 2000 e il 2008 si è speso infatti il 9,7% del totale contro una media del 10,4%), superandola però in merito ai servizi generali della pubblica amministrazione (19,1% contro una media del 14,7%) e previdenza.

Infine la percentuale media di spesa per la Difesa e l'Ordine pubblico e sicurezza si attesta, nel periodo e per l'insieme dei 16 paesi, intorno al 6,3 per cento del totale. L'Italia, con il 6,7 per cento, si colloca sostanzialmente in linea.message


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