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Il sistema di Bretton Woods e la sua fine


Situata nello Stato del New Hampshire, Bretton Woods è una località dipendente dal comune di Carroll circondata dalla Foresta Nazionale delle White Mountains.

È in questa cittadina che ha sede il Mount Washington Hotel, l’albergo in cui nel 1944 si svolse dal 1 al 22 luglio la Conferenza di Bretton Woods che portò alla creazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Gli accordi di Bretton Woods

Quando si parla di Bretton Woods inevitabilmente il pensiero corre al sistema di regolazione dei cambi internazionali che ha caratterizzato il periodo compreso tra la fine del secondo dopoguerra e il 1971, data in cui il sistema venne abbandonato.

Durante la conferenza di Bretton Woods furono presi gli accordi che diedero vita ad un sistema di regole e procedure volte a regolare la politica monetaria internazionale con l’obiettivo di governare i futuri rapporti economici e finanziari, impedendo di ritornare alla situazione che diede vita al secondo conflitto mondiale. Secondo gli storici tra le cause della guerra infatti andavano, infatti, conteggiate anche le diffuse pratiche protezionistiche,  le svalutazioni dei tassi di cambio per ragioni competitive e la scarsa collaborazione tra i paesi in materia di politiche monetarie.

I due principali compiti della conferenza furono perciò quelli di creare le condizioni per una stabilizzazione dei tassi di cambi rispetto al dollaro (eletto a valuta principale) ed eliminare le condizioni di squilibrio determinate dai pagamenti internazionali (tale compito fu affidato al FMI).

Bretton Woods istitui, per il raggiungimento del secondo fine, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (Banca mondiale), due importanti istituzioni esistenti ancora oggi che diventarono operative nel 1946.

Gli accordi

Dei due progetti presentati, quelli di Harry Dexter White, delegato USA e di John Maynard Keynes, delegato inglese, fu scelto il primo.

Secondo il sistema definito da Bretton Woods il dollaro era l’unica valuta convertibile in oro in base al cambio di 35 dollari contro un oncia del metallo prezioso. Il dollaro poi venne poi eletto valuta di riferimento per gli scambi.

Alle altre valute erano consentite solo oscillazioni limitate in un regime di cambi fissi a parità centrale.

Il ruolo dell'FMI

L'istituzione creata con l’obiettivo di vigilare alle nuove regole e al sistema dei pagamenti internazionali  fu per l’appunto il Fondo Monetario Internazionale.  Inzialmente il numero di paesi aderenti al FMI era ridotto.

Per aderire ogni Stato doveva versare una quota in oro e una in valuta nazionale sulla base delle quali veniva deciso il suo peso decisionale.

L’obiettivo del Fondo inizialmente era quello controllare la liquidità internazionale e coadiuvare i vari paesi nel caso di difficoltà nella bilancia dei pagamenti.

La fine di Bretton Woods e il nuovo ruolo dell'FMI

La guerra del Vietnam, il forte aumento della spesa pubblica e del debito americano segnarono la fine del sistema istituito a Bretton Woods.

Il 15 agosto 1971, a Camp David, Richard Nixon, sospese la convertibilità del dollaro in oro, in quanto, con le crescenti richieste di conversione in oro le riserve americane si stavano sempre più assottigliando.

Il dicembre del 1971 segnò l’abbandono degli accordi di Bretton Woods da parte dei membri del G10 (il gruppo dei dieci paesi formato da Germania, Belgio, Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia). Con lo Smithsonian Agreement  il dollaro venne svalutato e si diede il via alla fluttuazione dei cambi.

Tuttavia le istituzioni create a Bretton Woods sopravvissero ma si trovarono a ridefinire priorità e obiettivi.

In particolare, il FMI con la caduta di Bretton Woods ha visto di fatto cambiare il proprio ruolo di sorveglianza. Venuto meno con i cambi flessibili e l’abbandono dello standard aureo la necessità di gestire la liquidità internazionale, l’attenzione del FMI è stata portata sulle politiche macroeconomiche interne perseguite dai membri e sugli elementi strutturali dei loro mercati. Venne data priorità all’obiettivo di finanziamento degli squilibri della bilancia dei pagamenti dei paesi in via di sviluppo trasformando il FMI da prestatore  a breve termine a prestatore a lungo termine. Il FMI si trovava quindi investito del compito effettuare prestiti vincolati al rispetto di specifiche condizioni e a piani di rigorosa stabilizzazione macroeconomica. Una funzione che il FMI mantiene ancora oggi come dimostrano i recenti sviluppi collegati alla crisi dell’Euro che vedono il Fondo prestatore di prima istanza insieme all’Ue con i recenti piani di salvataggio di Grecia, Irlanda e Portogallo.message

 

 

Ultimo aggiornamento:  20 Settembre 2012 - 14:32


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