Cookie
Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.
 

Banca Mondiale e FMI


Qualcosa del genere era già successo alla Banca Mondiale, ma nessuno poteva immaginare che il parallelismo con il Fondo Monetario si sarebbe spinto fino alla soglia dello scandalo. Eppure alla base degli ultimi cambiamenti al vertice di queste due agenzie speciali dell’Onu c’è uno scandalo di natura sessuale che travolge il massimo dirigente e costringe i paesi membri a cercare una nuova guida.

Le dimissioni di Paul Wolfowitz dalla presidenza della Banca Mondiale il 30 giugno del 2007 erano state direttamente causate dallo scandalo che aveva coinvolto il manager accusato di favoritismi a vantaggio della sua compagna Shaha Riza, anch’essa impiegata presso la Banca Mondiale. Sicuramente la “vicinanza” di Wolfowitz all’amministrazione Bush lo aveva allontanato da diversi paesi membri della Banca Mondiale (a partire da quelli europei), tuttavia le dimissioni giunsero solo a seguito delle problematiche personali.

Quattro anni dopo, Dominique Strauss Kahn, numero uno del Fondo Monetario Internazionale, ha dovuto lasciare il proprio incarico sulla scia di accuse ancora una volta di carattere personale, ma ben più gravi. Il 14 maggio del 2011, infatti, Strauss Kahn è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una cameriera dell’hotel Sofitel di New York. Probabile fine di una carriera che poteva approdare all’Eliseo, inizio certo di una nuova crisi nei rapporti finanziari internazionali fra le varie potenze.

Lo stretto rapporto tra il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale va, però, ben oltre le coincidenze e chiama in causa la Storia. Le due istituzioni nate alla fine della Seconda Guerra Mondiale per salvaguardare il sistema degli scambi globali e promuovere lo sviluppo delle nazioni povere (e a quel tempo la rinascita delle potenze europee) si sono sempre intrecciate nei ruoli e negli interventi. Tanto che anche John Maynard Keynes, uno dei fondatori delle due istituzioni, aveva confuso il Fondo Monetario Internazionale con la Banca Mondiale durante una cerimonia di inaugurazione e affermato che la banca era stata chiamata fondo e il fondo era stato chiamato banca.

Ancora più complessi gli equilibri politici dietro la governance dei due istituti. Una regola non scritta, ma finora sempre rispettata, vuole che al vertice del Fondo Monetario Internazionale sieda un europeo e alla guida della Banca Mondiale un americano. Nel nuovo mondo scosso dalla crescita di economie emergenti come quelle del Brasile, della Cina e dell’India però questo equilibrio molto “occidentale” risulta sempre più in crisi.

Così le pressioni informali statunitensi che vorrebbero imporre la francese Christine Lagarde alla guida del Fondo Monetario sarebbero indirettamente rivolte al mantenimento di un americano al vertice della Banca Mondiale. In un mondo multipolare e sempre più policentrico, però, questo sistema sembra definitivamente entrato in crisi. D’altra parte nella stessa elezione dell’attuale presidente della Banca Mondiale, lo statunitense Robert Zoellick, avevano avuto un peso il suo ruolo nell’ingresso della Cina nel Wto e la sua conoscenza molto diretta dell’economia asiatica.

Al di là degli equilibri politici complessi che regolano i rapporti di forza tra la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale è però necessario distinguere i ruoli, gli obiettivi e le prerogative di queste due istituzioni.

Il Fondo Monetario Internazionale è nato con lo scopo di monitorare il sistema monetario internazionale, la stabilità dei cambi e le riserve di liquidità che le varie nazioni impiegano per tutelare il commercio mondiale. La Banca Mondiale è invece nata con l’obiettivo di aiutare le nazioni in difficoltà che un tempo erano i paesi europei del dopoguerra e oggi sono le nazioni più povere del pianeta. Obiettivo precipuo della Banca Mondiale è la promozione di progetti di sviluppo che favoriscano le economie emergenti, anche se spesso questi stessi interventi sono stati accusati di favorire più le economie occidentali che i paesi ospiti.

La vocazione più “finanziaria” dell’Fmi corrisponde a un più ampio ventaglio di competenze specifiche messe in campo dalla Banca Mondiale, tuttavia molto spesso la stabilità dei commerci internazionali si è scontrata con difficoltà strutturali di alcuni paesi che hanno chiamato in causa progetti di più lunga durata e più ampio respiro promossi proprio dalla Banca Mondiale.

Una cosa appare sempre più chiara, però, i nuovi attori dell’economia globale chiederanno sempre più spesso un ruolo crescente sia nella Banca Mondiale che nel Fondo Monetario Internazionale. Anche in questo caso nuovi equilibri appaiono ormai inevitabili.

message

Ultimo aggiornamento:  20 Settembre 2012 - 14:32


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.

Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.