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Gli interventi economici a sostegno delle nazioni


La crisi finanziaria partita dagli USA nel 2007, poi trasformatasi in recessione economica, ha colpito duramente molti paesi, inducendo il Fondo Monetario Internazionale a prendere una serie di misure finalizzate a ristabilire l'ordine sui mercati finanziari e permettere all'economia reale di limitare i danni per poi rimettersi in moto.
Gli interventi dell'FMI in una prima fase, collocabile tra fine 2008 e inizio 2009, hanno visto come beneficiari i paesi dell'Europa dell'Est, i più fragili ed esposti al vento di recessione partito dagli USA. Tra questi possiamo ricordare Ungheria, Ucraina e Romania, cui l'FMI ha fornito risorse per circa 45 miliardi di dollari. Interventi dello stesso tipo ma meno consistenti sono stati effettuati anche nei confronti di Bielorussia, Islanda, Lettonia, Georgia. In tutti questi casi la concessione di aiuti è stata subordinata al raggiungimento di un accordo con i governi per la messa in atto di programmi finalizzati a: riportare i deficit pubblici e commerciali su livelli sostenibili; ristabilire la fiducia e creare quindi le condizioni per la ripresa degli afflussi di capitali dall'estero; rafforzare il settore bancario domestico.

Nella primavera del 2009 l'azione dell'FMI si è arricchita di un nuovo strumento, la Flexible Credit Line (FCL). Si tratta di una linea di credito utilizzabile liberamente dal paese beneficiario e non condizionata dal rispetto di un programma di stabilità economico-finanziaria concordato con l'FMI. La FCL non viene infatti concessa per soccorrere un paese colpito dalla recessione o da attacchi speculativi su valuta o debito pubblico ma per prevenire, giocando d'anticipo, questo tipo di situazioni. Per poter ottenere un finanziamento FCL il paese beneficiario deve però vantare performance macroeconomiche positive e continue nel tempo come ad esempio: crescita del PIL con bassa inflazione, controllo del debito pubblico, deficit delle partite correnti contenuto, settore bancario ben capitalizzato. Grazie a queste prerogative nell'aprile 2009 il Messico è stato il primo paese a vedersi assegnare una FCL da ben 47 miliardi di dollari, l'intervento singolo più consistente della storia dell'FMI fino a quel momento. Poche settimane più tardi è stata la Polonia a ricevere una FCL da 20,6 miliardi di dollari, un paese che negli anni precedenti aveva evidenziato ottime performance a livello macro e l'attuazione di riforme e iniziative finalizzate all'ingresso nell'area euro.

Nel corso del 2010 l'onda lunga della crisi ha investito le economie più deboli dell'area euro. Questo ha destato molte preoccupazioni a causa del rischio di "contagio" ad altri paesi dell'unione monetaria con conseguente possibile destabilizzazione della moneta unica. Nella primavera del 2010 l'FMI ha approvato un finanziamento da 30 miliardi di euro facente parte di un pacchetto di aiuti alla Grecia per complessivi 110 miliardi in collaborazione con l'Unione Europea. A fine 2010 è stata la volta dell'Irlanda a ricevere dall'FMI 22,5 miliardi di euro: anche in questo caso si è trattato di un intervento coordinato con le autorità europee per complessivi 85 miliardi di euro. Nel maggio 2011 l'FMI ha concesso al Portogallo aiuti pari a circa 26 miliardi di euro, parte di un intervento da 78 miliardi di euro in tutto.

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Ultimo aggiornamento:  20 Settembre 2012 - 14:33


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