Idroelettrico
Energia Idroelettrica
Quanto pesa in Italia l'energia dall'acqua
6 Nov
- 18:06
L’energia idroelettrica è sicuramente l’unico tipo di energia da
fonti rinnovabili che già da
un secolo compete con gli idrocarburi a prezzi competitivi con l’energia del resto della rete. Nel mondo occidentale, infatti, già all’inizio del Novecento le maggiori economie hanno cominciato a dotarsi di dighe e condotte destinate a imbrigliare la potenza dei fiumi e a trasformarla in elettricità.
Si è trattato in fondo solo di un’altro utilizzo di principi che già venivano attuati nei mulini ad acqua ora trasformati in poderose dighe di cemento armato. Oggi però gli sbarramenti dei fiumi possono creare barriere alte centinaia di metri e condotte interne in cui l’acqua cadendo mette in moto enormi turbine. Se necessario spesso l’acqua viene ripompata a monte per “
ricaricare” il bacino per periodi in cui il costo dell’energia elettrica è più conveniente. Questo avviene spesso di notte perché l’energia costa molto meno che di giorno e conviene dunque avere altra acqua a monte per produrne di più il giorno successivo. L’International Energy Outlook 2009 dell’Eia evidenzia che dei 3,3 trilioni di Kwh prodotti nel 2006 da fonti rinnovabili circa il 54% deriva da centrali idroelettriche (1,8 Kwh). Nel 2030 potrebbero derivare dall’acqua quasi 4,8 miliardi di Kwh.
Già oggi costruzioni faraoniche come la Hoover Dam di Las Vegas (circa 2 GW), la Diga delle Tre Gole in Cina (oltre 18 GW) o la Diga di Assuan in Egitto dimostrano l’impegno dei governi a sfruttare questa fonte di energia pulita. Enerdata rileva nel 2007 che in termini di energia idrica gli Stati Uniti hanno una potenza efficiente lorda di 97,3 GW contro i 275,1 GW di tutta l’Europa, gli 8,3 GW della Germania, i 4,2 GW del Regno Unito, i 45,4 GW della Russia, i 25,5 GW della Francia.
In Italia ancora oggi l’energia idroelettrica è fondamentale e nel 2008 ha generato 46.672 GWh pari a circa il
15% di tutta l’energia prodotta in Italia. Lo scorso anno, inoltre l’energia prodotta dall’acqua ha registrato un incremento del 22,9% su base annua superando la crescita dell’eolico (che in valore assoluto però vale solo 4.852,4 GWh quindi circa un decimo dell’energia idroelettrica). In Italia l’Enel da sola controlla 136 grandi dighe (sbarramenti alti più di 15 metri), 211 impianti idroelettrici e 300 centrali mini-idro: complessivamente fanno 26 GWh. A questi vanno aggiunte le centrali di Edipower (752 MW di potenza nominale) e numerose altre centrali disseminate sul territorio.
Gli impianti in Italia sono 2.191 a fine 2008, ma va precisato che sempre di più il mercato punta su impianti di stazza di minori. Un recente rapporto del Gse (il Gestore dei Servizi elettrici) evidenzia che negli ultimi 12 anni però la potenza installata da fonti idriche non è cresciuta molta, sebbene rappresenti, già oggi, il 74% della capacità da fonti rinnovabili in Italia. La preponderanza dei piccoli impianti, che rappresentano anche quelli su cui maggiormente attualmente si punta anche per il minor costo e impatto ambientale, è evidente se di considera che il 56% del totale delle centrali idroelettriche è inferiore agli 0,4 MW, solo il 30% supera di poco i 3 MW e il rimanente 14% va oltre i 50 MW. A questa considerazione va però aggiunto che circa l’86% della potenza installata totale è compresa nella classe oltre i 10 MW. Vuol dire che i piccoli impianti si moltiplicano ma che ancora producono meno dei grandi impianti costruiti nel passato. Di certo la potenza dell’acqua in Italia è ancora trascurata sebbene il Bel Paese a confronto con i paesi dell’Europa a 15 si sia classificata nel 2008 al quarto posto per incidenza sulle fonti totali rinnovabili e al quinto posto per produzione lorda totale da fonte idroelettrica.