Eolico

La forza del vento



16 Set - 09:55
Gli Stati Uniti nel 2008 hanno strappato alla Germania il primato mondiale nel settore dell’energia eolica: si tratta però di un sorpasso che conferma la forte attenzione di tutta la comunità internazionale al segmento delle fonti rinnovabili e in particolare al settore eolico che è uno dei più dinamici in assoluto. La crescita di questo comparto negli ultimi anni è stata esponenziale e la potenza installata globale è passata dai 6,1 Gigawatt del 1996 ai 120,79 Gigawatt dello scorso anno. Ma chi sono i giganti del vento nel mondo? In termini di potenza installata, con i suoi 25,17 Gigawatt, gli Stati Uniti coprono da soli un quinto della produzione di energia dal vento di tutto il mondo. Al secondo si piazza solidamente la Germania che, forse anche per via dei suoi progetti di abbandono del nucleare, è uno dei giganti mondiali dell’energia pulita in generale, e solo in centrali eoliche vanta un potenza installata di 23,9 GW. Seguono Spagna, Cina e India mentre l’Italia (fonte Ewea-Gwec) si attesta al sesto posto con una potenza di soli 3,7 GW. La quantità di energia prodotta dal vento rimane comunque, anche su scala globale, ancora molto bassa, ma con grande potenzialità. Tutte le fonti di energia rinnovabili (comprendendo dunque anche il sole e i biocombustibili per esempio) dovrebbero raggiungere nel 2010 secondo le proiezioni dell’Eia (agenzia per l’Energia del Governo Usa) i 4,1 trilioni di Kilowattora prodotti nel 2010, meno di un quinto del totale dell’energia globale generata nel mondo e meno della metà di quanta ne deriverà dal carbone.

Ma che ruolo ha l’energia eolica in Italia e in Europa? La potenza installata complessiva  ammonta nel Bel Paese a meno di 4 GW (3,7 per l’Ewea a fine 2008 e 3,5 per il Gse) a fronte dei 23,9 GW della Germania e dei 16,7 GW della Spagna (dati Ewea). Di magra consolazione la consapevolezza di sfruttare il vento meglio di Gran Bretagna (3,2 GW) e Francia (3,4 GW) e anche se la potenza installata è cresciuta in media del 33% ogni anno dal 2004 a oggi c’è molto da fare ancora.

La quota di energia elettrica prodotta in Italia da centrali eoliche è praticamente trascurabile e ammonta a 4.850 Gigawatt circa a fine 2008 contro gli oltre 250 mila gigawatt di energia derivante dalle centrali termiche (prevalentemente a carbone) presenti in Italia. La quantità di energia proveniente dal vento e consumata nel nostro Paese è inferiore anche al consumo di energia geotermica (5.190 MW a fine 2008) e a quella idrica che in Italia ha raggiunto nel 2008 i 46.672 Gigawatt a fine 2008 confermandosi come una delle principali risorse energetiche del nostro Paese.

La crescita del 20,3% della produzione di energia eolica in Italia nel giro di un anno lascia, però, prevedere un crescente apporto del vento alla nostra bilancia energetica. D’altra parte il numero di impianti fra il 2004 e il 2008 è più che raddoppiato passando da 120 a 242 (fonte Gse, Gestore dei servizi elettrici). A fine 2008 la distribuzione degli impianti eolici in Italia riflette per grandi linee le zone di maggiore ventosità del Belpaese con il Meridione, più battuto dai venti, che annovera maggiori impianti e potenza installata del Settentrione. La prima regione d’Italia è in assoluto la Puglia che vanta il 24,3% della potenza installata nell’intero Paese e il 24% degli impianti complessivi. Segue la Sicilia per potenza installata (ma il 16,1% degli impianti) e la Campania con il 18,5% della potenza installata e il 19,4% degli impianti. Il quarto posto è chiaramente della Sardegna (12,81% degli impianti e 10,3% della potenza installata).

Se dunque l’eolico è molto cresciuto in Italia negli ultimi anni i suoi numeri non sono ancora tali da renderlo paragonabile a fonti energetiche come il termoelettrico. D’altra parte la volatilità del greggio ha spinto negli ultimi anni il mercato a orientarsi sempre di più su questa fonte di energia rinnovabile e, dopo il gas, è il vento che è ha registrato la maggior quantità di nuova potenza installata nel Vecchio Continente lo scorso anno. Di certo la tecnologia sta compiendo numerosi progressi e incrementando l’efficienza delle centrali eoliche. Per esempio si studiano nuovi sistemi per le centrali off-shore in alto mare dove l’impatto visivo è minore e in diverse parti del mondo nuovi modelli, da quelli ad attrito ridotto grazie alla sospensione magnetica del rotore a quelli che prevedono la sospensione di palloni aerostatici ad alta quota. Di certo di strada dal mulino al vento a oggi ne è stata compiuta, di certo se ne compirà ancora.
 

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