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Efficienza Ecologica



Consente un forte risparmio sulla bolletta



18 Dic - 10:20

Le tecnologie per abbattere i consumi energetici delle nostre abitazioni sono sempre più numerose e variegate, così come gli incentivi che lo Stato italiano ha messo a disposizione dei cittadini. C’è molto da fare purtroppo e l’efficienza energetica delle nostre case è tra le peggiori del mondo visto che due terzi dei nostri edifici sono stati costruiti prima degli anni ’80 e sono quindi a bassa efficienza energetica.

A livello comunitario ancora oggi il consumo residenziale di energia copre il 30% dei consumi totali superando le quote di trasporti e industria. Il nostro consumo di energia per metro quadro è del 30-40% superiore alla media e questo significa un enorme spreco di denaro (ossia una spesa notevole nelle nostre bollette) e un grande consumo di CO2 (ossia una spesa indiretta che paghiamo con le sanzioni comunitarie).

In valore assoluto consumiamo in media tra i 140 e 170 kWh/anno per metro quadrato. In Italia ci sono circa 28 milioni di abitazioni e oltre 13 milioni di edifici: se si risparmiasse un solo Chilowattora/anno per la metà di queste abitazioni si risparmierebbero a conti fatti circa 14 milioni di chilowattora/l’anno, ossia 14.000 MWh che significa la produzione di diverse centrali elettriche. L’esempio della provincia di Bolzano dove l’abitabilità è data solo a case con un consumo di 70 Kwh per metro quadro l’anno appare però ancora lontanissimo.

Bisogna però ricordare che il riscaldamento, più della luce elettrica, rappresenta oltre due terzi dei nostri consumi di energia (l’elettricità solo il 16%) e quindi in realtà i consumi che si possono abbattere sono da ricercare nelle imposte delle nostre finestre, nei cassonetti delle nostre tapparelle, nei sistemi di isolamento delle pareti, dei solai e dei tetti.

Secondo alcuni calcoli dell’Enea gli Italiani potrebbero ridurre i propri consumi senza sacrificare il proprio modello di vita del 40% circa, il che significa svariati miliardi di euro di spesa disponibili per altri consumi e impieghi. Qualcosa si sta facendo da tempo con il nuovo sistema di certificazione energetica delle abitazioni che impone un vero e proprio censimento del parco edifici italiano e suggerisce interventi di efficientamento.

Parallelamente sono stati prolungati fino a tutto il 2010 i finanziamenti per il credito di imposta del 55% sugli interventi che favoriscano una maggiore efficienza energetica delle nostre case. Sul lato della generazione il Conto Energia incentiva l’uso di generatori fotovoltaici, eolici e geotermici.

I risultati che si possono ottenere sono straordinari. L’architetto Gaetano Fasano dell’Enea ci ha raccontato che è stato già sperimentato in una città del Nord Italia un intervento su un intero edificio che ha consentito un risparmio del 65% sui consumi complessivi (quindi in pratica le bollette si sono più che dimezzate).

Nicolò D’Aste, docente universitario a Milano ed esperto di fonti rinnovabili, ci ha spiegato che i nostri edifici consumano il doppio o anche il triplo di quanto potrebbero consumare se fossero di Classe A (il top della certificazione energetica) e poi ci ha raccontato di un intervento in un grande edificio milanese: il costo è stato di 2 milioni di euro, ma in due anni si è dimezzato il consumo e l’edificio si è rivalutato di 3 milioni di euro.

Nuovi progetti vengono nel frattempo portati avanti. In provincia di Arezzo il Mabo Group con il dipartimento di Energetica dell’Università di Firenze ha realizzato una casa fatta interamente di elementi prefabbricati fra i quali dei pannelli fotovoltaici integrati: caratteristiche dell’edificio il basso consumo energetico e la possibilità di “montare” l’edificio in due mesi.

Pochi giorni fa a Milano Paea (Progetti Alternativi per l'Energia e l'Ambiente) ha messo in mostra una “Casa Ecologica” con sistemi idrici, termici ed elettrici alimentati da fonti rinnovabili: in pratica si tratta di un esempio assai concreto di bioedilizia a basso consumo energetico. Le nuove tecnologie si diffondono insomma sempre di più e consentono a volte risultati straordinari, una nuova mentalità si diffonde e si parla sempre più spesso di fonti rinnovabili e basso consumo. Probabilmente in Italia la vulgata della Greeneconomy è arrivata tardi, tuttavia i suoi primi passi sono già stati compiuti.


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