“L’efficienza del sistema aeroportuale nazionale non può passare sulla pelle dei consumatori. Abbiamo lanciato una serie di proposte e già attuato accordi innovativi per il settore. Noi siamo per la liberalizzazione e la concorrenza nel mercato, ma con tutele precise per gli utenti”. Pietro Giordano, segretario nazionale dell’associazione dei consumatori Adiconsum, ha in mente diverse idee forti per lo sviluppo del settore aeronautico italiano nella difesa dei diritti del passeggero.
La vostra associazione nei giorni scorsi ha proposto di creare un fondo a tutela dei viaggiatori. Qualcosa del genere in passato si era visto: quali sono le vostre proposte?
Basterebbero 50 centesimi di euro a tratta per finanziare un Fondo Bilaterale che potrebbe risarcire immediatamente i passeggeri in tanti casi che creano disagio, dalla perdita dei bagagli all’overbooking, dal fallimento delle compagnie aeree a quello dei tour operator. Su questo progetto proponiamo un confronto con gli operatori del settore e l’affidamento a un ministero o all’Enac della gestione del Fondo, in modo da garantire una rapida risoluzione delle controversie nella massima trasparenza sulle risorse del fondo. In passato esperienze come quella del “Fondo Brambilla” non hanno funzionato in casi chiave come il fallimento di Todomondo o de I Viaggi del Ventaglio, pensiamo a qualcosa di diverso.
Quest’anno le cose però sono andate un po’ meglio e anche a Fiumicino non si sono registrati gli inconvenienti del 2009... Non c’è il rischio che molti disagi siano stati solo momentanei?
Spesso i disservizi negli aeroporti, come quelli dell’anno scorso a Fiumicino o altrove, sono dovuti a meccanismi di gara al ribasso nei servizi di handling: un sistema che ha già dimostrato di produrre disagi eccessivi in numerose occasioni. Quest’anno non è successo, anche perché con Adr, la società che gestisce lo scalo romano di Fiumicino, e con la stessa Alitalia che cura i servizi di terra in questo aeroporto noi associazioni dei consumatori abbiamo avviato una serie di trattative proficue i cui risultati già si vedono. Con gli incontri programmati nei prossimi giorni con Assaeroporti speriamo di potere allargare ad altri scali queste esperienze.
Ma in tema di tutele dei viaggiatori la carta dei diritti del passeggero non fornisce garanzie sufficienti?
L’attuale carta dei diritti del passeggero è stata realizzata dalle stesse compagnie aeree, non è stata negoziata e dunque è inevitabilmente una carta “al ribasso”. Devo dire che con Alitalia è stato di recente raggiunto un accordo incoraggiante, ma servirebbe una piattaforma comune che garantisca i passeggeri di tutte le compagnie. Anche per questo motivo noi chiediamo maggiori garanzie sull’indipendenza dell’Enac che dovrebbe diventare una vera e propria Authority come quelle dell’Energia o dell’Antitrust. A ottobre è previsto un tavolo di confronto fra i vari operatori del settore e speriamo di fare ulteriori passi avanti.
Nuove normative presto proporranno un incremento delle tariffe aeroportuali da 1 a 3 euro nei vari scali italiani: rischiano di danneggiare ancora il consumatore?
Se davvero queste tariffe saranno convertite in investimenti, no. Nei nostri aeroporti servono servizi moderni, persone e tecnologie al servizio dei passeggeri. Serve anche una razionalizzazione degli scali che, a mio parere, sono troppi e in molti casi antieconomici, ma serve soprattutto un miglioramento generale dei servizi che necessita di investimenti oculati.
Negli ultimi anni una crisi finanziaria senza precedenti, l’altalena dei prezzi del greggio e il caso Alitalia hanno piegato l’intero settore aeronautico italiano. Oggi molti di questi fattori sembrano in via di normalizzazione e la stessa Iata, l’associazione delle compagnie aeree, ha registrato una ripresa del comparto. Nel frattempo l’ingresso delle compagnie low cost nel mercato ha articolato ulteriormente il panorama. Oggi lei vede la crisi alle spalle?
In realtà temo che ancora per 2-3 anni la crisi produrrà i suoi effetti. Anche con gli ammortizzatori sociali che l’Italia ha utilizzato viene abbattuto il reddito delle famiglie, senza considerare la tassazione indotta in settori delicati come quelli dei servizi. Servono comunque nuove tutele per i passeggeri, magari sulla base di una nuova Carta dei diritti del passeggero davvero condivisa. Non si possono proporre voli in piedi come su un autobus o aerei guidati da un solo pilota con l’intervento delle hostess in caso di emergenza. Siamo per la concorrenza, purché sia orientata al miglioramento dei servizi non certo al suo peggioramento. Non è sempre vero che per i voli low cost si pagano solo 15 euro a tratta, perché spuntano sempre mille costi aggiuntivi. Certo tour operator e compagnie aeree operano in un settore difficile, non a caso molti di loro sono falliti durante la crisi, ma l’evoluzione del settore verso nuovi assetti deve garantire anche e soprattutto i cittadini che fruiscono dei loro servizi.
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