Ryanair

Ryanair: fra polemiche e successi una rivoluzione low-cost



4 Giu - 18:08

Michael O'Leary, l’uomo che ha reso Ryanair il colosso dei cieli che è oggi, non è mai andato per il sottile e di recente ha persino insultato i passeggeri che gli hanno chiesto dei risarcimenti “esagerati” per l’interruzione dei voli a causa degli effetti della nube vulcanica. Dopo aver calcolato circa 50 milioni di euro di danni e registrato il blocco di 9.400 voli fra aprile e maggio a causa del vulcano Eyjafjallajökull, il manager di Kanturk in Irlanda è partito al contrattacco citando il caso di passeggeri che avevano pagato 30 euro per un biglietto e ne volevano indietro 3 mila.

Di certo le ceneri islandesi hanno bloccato 1,5 milioni di passeggeri Ryanair e compromesso, come in molti altri casi, le performance di un gruppo che per altri versi ha saputo affrontare con decisione la crisi.

Il recente bilancio al 31 marzo 2010 della più grande compagnia aerea low cost d’Europa sottolinea, infatti, la crescita del 204% dei profitti ante imposte a 319 milioni di euro contro i 105 milioni dell’anno precedente. Nonostante la profonda crisi del settore aereo nel 2009 la compagnia è riuscita a tornare in utile raggiungendo nell’esercizio ricavi da 2,98 miliardi di euro e trasportando, in uno degli anni più difficili dell’intera storia dell’aeronautica civile, fino a 66,5 milioni di passeggeri (+14%).

La flessione del 29% nei costi del carburante ha sicuramente dato il suo contributo con il prezzo del barile che l’anno scorso è sceso da 104 a 62 dollari, tuttavia una crescita a due cifre dei passeggeri, l’aggiunta di altri 8 nuovi scali (da Bari a Oslo Rygge) e un aumento della cassa da 535 milioni a 2,8 miliardi di euro non possono essere liquidati come semplici fattori congiunturali.

Le polemiche intorno ai servizi offerti non mancano, però. L’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ha di recente comminato alla compagnia aerea irlandese multe per 3 milioni di euro a causa della violazione in 178 casi di obblighi di assistenza garantiti invece da altri operatori. Ryanair ha subito condannato le sanzioni. Già in passato la compagnia aveva criticato le richieste di nuovi standard di sicurezza in Italia e il salvataggio di Alitalia giungendo a pubblicare vignette satiriche contro importanti uomini politici.

Il modello di business basato su rotte a basso costo verso aeroporti secondari e sul massimo sfruttamento dei posti disponibili tramite una serrata campagna commerciale finora, però, sembra non solo efficace, ma anche rivoluzionario. Comunità periferiche con piccoli aeroporti sono da tempo in lotta per accaparrarsi una rotta della compagnia irlandese e diverse località hanno già ottenuto un exploit del turismo grazie a un semplice volo della compagnia guidata da O’Leary. Anche a maggio i posti prenotati con Ryanair sono cresciuti del 17% a 6,44 milioni di euro. Se anche si togliessero i 250 mila passeggeri che non hanno potuto volare per via del vulcano islandese e che magari adesso sono in causa con la società per un risarcimento, rimarrebbe comunque un bel risultato.

 

 

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