Emirates

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Una strategia “a lungo raggio”



25 Ott - 15:53

L’ingresso di Emirates nel Vecchio Continente è stato in grande stile e promette ancora per diverso tempo nuove sorprese.

La compagnia di Dubai guidata da Sua Altezza lo Sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum è lo sponsor di moltissimi eventi sportivi europei che proiettano il colore rosso della compagnia nelle retine di milioni di tifosi in giro per l’Europa e ha chiuso il bilancio al 31 marzo del 2010 con un utile da circa 1,1 miliardi di dollari pari a quasi il quadruplo dei valori registrati un anno prima (si considera il risultato complessivo che consolida anche Dnata, che fornisce servizi di handling, cargo e per i viaggiatori).
Se si considera che nel corso del 2009 la Iata, l’associazione che riunisce le maggiori compagnie aeree mondiali, ha calcolato invece perdite per 9,4 miliardi di dollari sparpagliate tra le sue associate, si comprende che l’andamento generale del mercato non ha certo incoraggiato questa performance di Emirates. D’altra parte gli effetti della crisi erano in gran parte scontati dall’esercizio 2008-2009 che aveva visto gli utili della sola Emirates (al netto di Dnata) scendere dal record di 1,4 miliardi di dollari al minimo di 186,7 milioni di dollari.
Il ritorno (sempre per la sola compagnia dedita ai passeggeri) a quota 963 milioni è stato dunque un recupero significativo, ma ancora parziale. Negli ultimi mesi, con la ripresa del settore, la società ha comunque continuato a investire in politiche di branding e in dotazione strumentale. Emirates sponsorizza la squadra calcistica del Milan e vanta i diritti nominativi sullo stadio della squadra londinese dell’Arsenal (l’Emirates Stadium) fino al 2021. La compagnia è inoltre uno sponsor di primo piano di numerosi altri sport, dal golf alla vela, al rugby.

Il gruppo Emirates ha inoltre puntato sull’Europa acquistando l’Airbus A380, il più grande aereo commerciale del mondo prodotto dalla franco-tedesca Eads. In Italia lo scorso 29 luglio è atterrato il primo volo (promozionale) con passeggeri di questo gigante dei cieli per la presentazione della nuova maglietta del Milan. Nello scalo di Malpensa mancavano ancora i finger (quei corridoi sospesi che portano direttamente i passeggeri in cabina) a due piani necessari per un aereo capace di trasportare da 500 a 800 persone, ma il gruppo ha potuto ribadire l’interesse per il Bel Paese dove già opera su Milano, Roma e Venezia.

La decisione di puntare su un gigante che permette di abbattere i costi e le emissioni di CO2 per ogni singolo passeggero indica una forte vocazione della compagnia verso i voli a lungo raggio e gli scali di grandi dimensioni. Un segmento del mercato dove lo scontro si è acceso nel corso dell’ultimo anno passando dal duello fra i costruttori Airbus e Boeing (ovvero fra l’A380 il 787 Dreamliner) a una vera lotta per la sopravvivenza di pochi grandi big del volo globale. Sicuramente infatti fra alleanze e fusioni resteranno alla fine molte meno compagnie capaci di operare sulle tratte a lungo raggio che richiedono costi esorbitanti ma offrono margini più ampi: Emirates punta chiaramente a essere una di queste.

 

 

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