Nel secondo fine settimana di ottobre i 15 paesi dell'euro si sono riuniti a Parigi sotto la regia di Sarkozy, presidente di turno dell'Unione Europea, redigendo la bozza di un piano in 6 punti per fronteggiare la crisi dei mercati finanziari. Si tratta del più vasto piano di intervento finanziario varato dall'Unione nella sua recentissima storia: un piano che prevede che i governi nazionali entrino di peso nelle rispettive economie, impedendo i fallimenti delle banche e coprendone le esposizioni. 
Il piano prevede un'adeguata liquidità alle istituzioni finanziarie, garanzie sui prestiti, la ricapitalizzazione efficiente delle banche in difficoltà da parte dei governi, la revisione delle regole, il coordinamento delle procedure tra i governi europei.
Il primo punto prevede di assicurare le condizioni di liquidità per le istituzioni finanziarie. In questo senso peraltro l'Eurogruppo ha suggerito di creare una linea di credito in strumenti del tipo commercial paper per aumentare la liquidità fino a quando durerà la crisi.
Il secondo punto riguarda le banche e le garanzie dei governi sui prestiti interbancari che saranno comunque ad interim e sotto stretto monitoraggio fino al 31 dicembre 2009. I governi potranno fornire alle istituzioni finanziarie i capitali necessari per assicurare il buon funzionamento dell'economia e si impegneranno a ricapitalizzare gli istituti di credito in difficoltà.
Terzo punto la ricapitalizzazione delle banche da parte dei governi che potranno intervenire con iniezioni dirette di capitali per far fronte al calo dell'indice patrimoniale. A tal fine i governi renderanno disponibili per un periodo di tempo limitato garanzie, assicurazioni, acquisti diretti e altri simili accordi sui nuovi debiti a medio termine nelle principali banche. Azioni che comunque dovranno essere strutturate in modo tale da evitare ogni distorsione di mercato e ogni possibile abuso a danno di chi non ne beneficerà. Il prezzo di questi strumenti dovrà riflettere le normali condizioni di mercato e ne dovranno beneficiare tutte le istituzioni finanziarie presenti sui territori nazionali. Inoltre i governi potranno imporre ulteriori condizioni ai beneficiari di queste misure, condizioni che potrebbe comprendere anche un adeguato supporto all'economia reale.
Nel quarto punto i governi si impegnano a evitare qualsiasi fallimento di istituzioni sistematicamente rilevanti attraverso mezzi come la ricapitalizzazione. Nei casi di emergenze queste dovranno essere accompagnate da piani di ristrutturazione.
Il quinto punto chiede più flessibilità delle regole contabili e sollecita la conclusione dell'Ecofin del 7 ottobre sulla classificazione degli strumenti finanziari.
Infine il sesto e ultimo punto sollecita la cooperazione tra i Paesi anche con la Commissione europea, la Banca centrale europea e l'Eurogruppo. Nelle intenzioni dei 15 Paesi dell'euro vi è infatti quella di “creare e rafforzare le procedure che permettono lo scambio di informazioni” tra i governi, la presidenza di turno, il presidente della Commissione europea, il presidente della Banca centrale europea e il presidente dell’Eurogruppo.
La Banca centrale europea, la Federal Reserve, la Banca d'Inghilterra e la Banca centrale svizzera hanno annunciato infine che si impegneranno a garantire senza limiti di ammontare e a tasso fisso le operazioni di rifinanziamento a breve in modo da permettere alle banche mondiali di rifinanziarsi ad un costo più basso.
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