Piano Anti Crisi Governo Italiano


Nonostante l'attesa per la conversione in legge e la richiesta di modifiche da parte dell'opposizione e da una vasta platea di utenti, il piano anticrisi varato dal Governo è ormai definito nelle sue linee salienti. Diverse per destinatari e per tipologia, le misure “straordinarie” di natura fiscale ed economica, pioveranno su imprese e famiglie nei prossimi mesi andando ad aggiungersi alla Social Card e ai contestati limiti alle detrazioni del 55% sulle spese per interventi energetici.

Dopo l’iniziativa della Carta acquisti (social card), che sostiene con 40 euro al mese le spese di anziani e famiglie al di sotto di un certo reddito, il Governo ha previsto un aiuto a favore di famiglie, e pensionati con reddito annuo inferiore ai 22 mila euro (dai 20 mila euro precedenti). L’aiuto sarà assegnato attraverso un bonus straordinario da 200 a 1000 euro cumulabile con la social card, che consisterà in una detrazione per circa 8 milioni di italiani e per un importo complessivo poco inferiore ai 2,4 miliardi di euro.

Novità anche sul fronte tariffe e bollette. Niente aumenti per le tariffe autostradali  nei primi sei mesi del 2009. Mentre il decreto ha previsto anche sconti sulle tariffe energetiche, che saranno più convenienti, almeno per le famiglie economicamente svantaggiate. Verrà riconosciuto uno sconto fino al 15% attraverso la compensazione della spesa in forma differenziata per zone climatiche e in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Per quanto riguarda invece il blocco delle tariffe al fine di evitare la diffusione di interpretazioni poco corrette, il Ministero dell'Economia e Finanze ha precisato che il decreto, riguarda esclusivamente il blocco di diritti e tariffe vari dovuti a fronte di servizi erogati direttamente dalla Pubblica Amministrazione.

Tra le misure tanto attese che non ci saranno: quella della detassazione degli straordinari che era partita in via sperimentale, mentre il Governo ha invece introdotto la novità della detassazione del salario di produttività come i premi e gli incentivi assegnati a fronte del raggiungimento di determinati obiettivi o di una maggiore produttività.

Sempre sul fronte delle misure temporanee anticrisi troviamo il taglio di 3 punti all’acconto Ires e Irpef di fine novembre. L’acconto Irpef è passato al 96%, mentre quello Ires scende al 97 per cento grazie ad una copertura che per il 2008 dovrebbe attestarsi intorno ai 2,5 miliardi di euro.

Uno dei capitoli più importanti del decreto è quello che prevede il blocco al 4% per tutto il 2009 dei tassi dei mutui a tasso variabile sottoscritti entro il 31 ottobre 2008.

Lo Stato farà da garante per la parte eccedente. Per i nuovi mutui invece il tasso di riferimento sarà quello della BCE. In pratica lo stato si accollerà la differenza tra il tasso del 4% e quello definitivo che si andrà a pagare alla banca (comprensivo di extracosti) mentre per i mutui sottoscritti dal 1° gennaio 2009 il tasso di base sul quale verrà calcolata la differenza è quello della BCE.

La misura che dovrebbe costare al Governo circa 300 milioni di euro ha visto sul piede di guerra il popolo dei mutui a tasso fisso. Il rischio è quello della presentazione di ricorsi per “disparità di trattamento” che potrebbero far saltare letteralmente i conti allo Stato.

Il decreto non ha esonerato nemmeno calcio e pornografia. Passerà così dal 10 al 20% l’Iva sulla pay-tv.  Dell'Iva agevolata al 10% potranno usufruire ora solo alcuni soggetti come i produttori di formaggi melassati e gli allevatori di asini vivi. Il decreto non risparmia neanche “l’intrattenimento per adulti” dove un’addizionale del 25% sarà applicata alle opere con scene di sesso esplicito

Ultimo aggiornamento:  28 Gennaio 2009 - 11:56
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