L’Eurozona riparte dagli hedge fund

Nuove regole per gli hedge fund



17 Mag - 11:40

L’ombrello da 750 miliardi di euro posto a difesa della moneta unica servirà a poco se l’Europa non si doterà in fretta di nuove norme per la gestione delle crisi finanziarie. Questo è apparso chiaro da subito e così i policy maker di Bruxelles hanno deciso di avviare la nuova fase dell’Unione dall’annoso problema degli hedge fund.

I fondi speculativi, con l’enorme liquidità che riescono a spostare sui mercati, sono stati spesso accusati di aver distorto l’andamento dei mercati. Per questo motivo da almeno un anno l’Europa si confronta sul tema della regolamentazione degli hedge fund con sede extra-comunitaria accusati di recente anche di avere contribuito all’indebolimento dell’euro.
I critici del nuovo approccio regolatorio hanno però sostenuto che la liquidità dei fondi di gestione alternativa incoraggia l’efficienza dei mercati e che delle norme europee rischiano di risolversi in manovre protezionistiche.

Più trasparenza e più garanzie sono state invocate in più di un’occasione dai governanti dell’Europa continentale e negli ultimi giorni una posizione di questo tipo è stata appoggiata dalla Francia e dalla Germania. Poiché circa l’80% dei fondi speculativi extraeuropei che operano nel Vecchio Continente ha sede in Gran Bretagna, il Regno Unito si è sempre opposto a una regolamentazione che rischiava di penalizzare i suoi hedge fund come quelli statunitensi.

Alla fine il consiglio europeo del 18 maggio 2010 è riuscito, sull’onda dei timori per la tenuta dell’Eurozona, a coagulare forze sufficienti a una riforma efficace che ottenere presto il via libera del Parlamento europeo e promuovere un corpo di regole che entrerebbero in vigore dal 2012.

Alla fine passa la linea del “patentino europeo” per gli hedge fund che prevede la possibilità per i fondi alternativi di operare in tutta Europa chiedendo l’autorizzazione in uno soltanto dei paesi membri a patto che si forniscano ai regolatori alcune garanzie di trasparenza e di solidità. Uno degli obiettivi è quello di creare un sistema di monitoraggio e supervisione del rischio in Europa che impedisca nuove crisi sistemiche e tuteli il risparmio pubblico e privato.

Se la linea della Commissione Affari economici e finanziari sarà approvata dal Parlamento, allora i fondi speculativi dovranno non solo munirsi di un’autorizzazione (il “patentino”), ma dovranno anche rispettare alcuni criteri di patrimonializzazione che gli impediranno operazione troppo rischiose.

Nuovi paletti argineranno il moral hazard e periodicamente i fondi alternativi dovranno informare il mercato sulla loro politica generale di investimento e descrivere, a grandi linee, la composizione del proprio portafoglio.
La leva sul debito, che secondo diversi analisti, ha svantaggiato in passato gli investitori tradizionali e più “prudenti”, sarà limitata in maniera da imporre un corretto equilibrio tra mezzi propri e di terzi anche negli hedge fund.
Saranno infine regolate anche le acquisizioni di quote di controllo di intere società, ma si cercherà di evitare che siano svantaggiate le operazioni di start up e venture capital delle piccole e medie imprese.

 

 

 

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