L'Auto Ecologica


La questione ambientale ha assunto negli ultimi anni una sempre maggiore rilevanza, sia a livello di opinione pubblica che istituzionale. Quello automobilistico é uno dei settori economici che maggiormente sono toccati da questa crescente attenzione.

L'elezione di Barack Obama alla carica di Presidente degli Stati Uniti ha segnato una netta accelerazione nel processo di evoluzione del quadro normativo verso standard più elevati riguardo alla tutela dell’ambiente. Questo per due motivi: il primo é rappresentato dall'importanza che l'industria automobilistica ha negli USA, sia sul piano economico, che su quello culturale.
Il secondo risiede nella centralità della “questione ecologica” nel programma di Obama. Le ultime vicende attestano che l'amministrazione in carica da pochi mesi é intenzionata a tenere fede a quanto dichiarato in campagna elettorale.

La recente partnership siglata tra Fiat e Chrysler e realizzata con l'esplicito appoggio del Presidente, ne é un esempio. La casa torinese potrà incrementare in tappe successive la sua quota nel capitale di Chrysler, ma questo solo al raggiungimento di determinate condizioni: tra queste troviamo l'introduzione negli USA del motore Multiair progettato a Torino, propulsore che garantisce una riduzione dei consumi e delle emissioni nocive, e il lancio di una vettura Chrysler basata su tecnologia Fiat in grado di fare 40 miglia con un gallone di carburante (15-16 km/litro).

Anche in Europa il livello di attenzione nei confronti dell’ambiente sta progressivamente crescendo. Recentemente é stato raggiunto, non senza difficoltà, un accordo a livello comunitario per la regolamentazione delle emissioni di CO2 delle autovetture. Il processo di limitazione delle emissioni dovrebbe avvenire in due tappe: tra il 2012 e il 2015 le emissioni di CO2 di tutte le auto nuove dovranno essere inferiori a 120 g/km, per poi scendere a 95 g/km entro il 2020.

La crisi che sta colpendo l'economia mondiale ha inoltre determinato un'accelerazione del fisiologico processo di ringiovanimento del parco auto. Gli aiuti dei governi al settore automobilistico prevedono, infatti, incentivi alla rottamazione se si acquistano vetture a basse emissioni di CO2, o all'acquisto, anche senza rottamazione, di auto a gas, elettriche, ibride o a carburanti tradizionali purché rispettino il limite dei 120g/km (questo nel caso specifico dell’Italia).

La direzione quindi é chiara e anche i produttori sembrano intenzionati a puntare con decisione su questo nuovo business. Tra le iniziative più significative citiamo quella di Toyota. Il presidente della divisione europea del colosso giapponese nel corso dell'ultimo salone dell'auto di Ginevra ha dichiarato che entro il 2020 ogni modello del listino presenterà una versione ibrida.

Il presidente di Ford ha offerto indicazioni simili affermando che entro 10-12 anni le vetture a trazione elettrica domineranno le linee produttive della storica casa americana.

Andando sul concreto possiamo ricordare che l'esperienza della Toyota Prius, auto ibrida con un motore a benzina e uno elettrico lanciata in Giappone addirittura nel 1997, sta per essere seguita dalla Chevrolet Volt (gruppo GM), auto che dovrebbe entrare in produzione l'anno prossimo. Nel frattempo si studiano e brevettano nuovi sistemi di alimentazione (a idrogeno, auto elettriche, a etanolo, a biodiesel) e modelli alternativi di trazione come quelli delle auto ibride (auto che recuperano parte dell’energia dispersa usualmente e sono quindi in genere ad alimentazione ibrida benzina/elettrica o diesel/elettrica).
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Ultimo aggiornamento:  4 Giugno 2009 - 16:16
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