Il Mercato Tedesco dell’Auto


Il mercato tedesco dell’auto a giugno si conferma la locomotiva d’Europa. I dati raccolti dall’Associazione europea dei costruttori di veicoli (Acea) rivelano, infatti, che le immatricolazioni sono cresciute del 40,5% in Germania superando i 427 mila veicoli. La Francia supera di poco i 235 mila veicoli (+7%) e l’Italia, medaglia di bronzo in questa classifica, immatricola a giugno solo 209 mila vetture, nonostante una crescita del 12,4 per cento. In media in tutta Europa la domanda cresce del 2,4%, cifra che, a confronto degli oltre 40 punti tedeschi, sembra risibile.

DaimlerIl saldo da inizio anno rimane però in rosso per tutta l’Europa ed è noto che gran parte di questi recuperi derivi da temporanei incentivi pubblici. Proprio la Germania è il paese che ha varato gli interventi maggiori con 2.500 euro per ogni veicolo rottamato. Cosa succederà, però, quando questi aiuti pubblici verranno a mancare? Il timore dell’Acea è che possa verificarsi un nuovo crollo del mercato. D’altra parte, secondo i costruttori Ue, il settore dell’auto rimane fragile e la produzione nel 2009 potrebbe diminuire del 25% (fino al 50% per i veicoli commerciali).

Il mercato tedesco vive, però, anche una complessa fase di riassestamento interno. Per il 23 luglio è fissata una riunione del consiglio di sorveglianza di Porsche che potrebbe cambiare molte cose. La casa della 911 ha di recente tentato una scalata a Volkswagen, primo costruttore europeo di auto, raggiungendo il 50,8% del capitale. In seguito però Porsche ha dovuto rinunciare alle opzioni per raggiungere il 75% della società di Wolfsburg, perché il debito era volato ben oltre i 9 miliardi di euro. In cerca di nuovi capitali Porsche ha ricevuto così offerte contrastanti: il Qatar avrebbe messo sul piatto un’offerta da 7 miliardi di euro per rilevare quote della stessa Porsche e opzioni sulle azioni di Volkswagen; quest’ultima avrebbe invece offerto 4 miliardi di euro per il 49% del capitale della capogruppo. La prima ipotesi pare in questi giorni la più probabile, in quanto consentirebbe agli azionisti di Porsche di mantenere il controllo e di ottenere nuove risorse senza troppi sacrifici.                                                                                                                  

Questa crisi senza precedenti ha colpito anche il resto del mercato tedesco dell’auto. Su Opel, ancora in via di fusione con Magna, si concentrano molteplici pressioni. Dopo il rilancio della cinese Baic, che ha proposto 660 milioni di euro per il 51% di Opel, anche il fondo Usa Ripplewood ha studiato un’offerta da 300 milioni di euro (con un prestito ponte del Governo ridotto a 3,8 miliardi di euro). Di fronte a questo scaldarsi della contesa (sebbene l’ipotesi Fiat appaia sempre più minoritaria) anche il presidente russo Dimitri Medvedev ha deciso di appoggiare pubblicamente per la cordata Magna-Sberbank (quest’ultima è russa) durante la sua visita in Germania.

Delle sorprese provengono però anche da altre due importanti case tedesche: la Daimler e la Bmw. La Daimler, società che controlla il marchio Mercedes e che è di recente uscita dall’azionariato di Chrysler, ha deciso di cedere ad Aabar, un fondo di Abu Dhabi, il 40% di Tesla, società leader nel comparto dei veicoli elettrici. Si tratta in realtà quasi di un passaggio infragruppo visto che a fine marzo la stessa Aabar aveva investito quasi 2 miliardi di dollari in Daimler per conquistarne il 9,1% e diventarne quindi il primo socio. Se si considera che il secondo socio di Daimler è il Kuwait con il 6,9% del capitale si può tranquillamente dire che oggi la Mercedes è araba. D’altra parte entro l’anno Daimler dovrà versare 555 milioni di euro al fisco americano per un vecchio contenzioso e questi investimenti saranno dunque preziosi. A giugno la casa della stella a tre punte ha registrato un calo delle immatricolazioni del 2,7% segnando, in realtà, un dato migliore di quelli degli ultimi mesi e spingendo all’ottimismo il suo numero uno Dieter Zetsche.

Una cosa simile è successa anche con Bmw, celebre casa tedesca di auto d’alta gamma. A giugno le auto immatricolate in Europa dal gruppo di Monaco di Baviera sono state il 10,9% in meno di un anno prima: il dato però è sembrato positivo tanto che Bmw ha annunciato un graduale incremento della produzione nei prossimi mesi.

Comunque vada, prima della fine della crisi la Germania dovrà affrontare nuove elezioni politiche che potrebbero condizionare gli orientamenti sul caso Opel. Nel frattempo tutte le case, con investimenti stranieri o altro, dovranno rafforzarsi in vista della fine degli incentivi pubblici: il gennaio del 2010 potrebbe altrimenti risultare troppo freddo.

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Ultimo aggiornamento:  20 Luglio 2009 - 09:51
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