Magna


Il 22 maggio il colosso internazionale della componentistica per auto Magna ha confermato la propria offerta per la casa tedesca Opel. Già da qualche tempo era noto il suo interesse per la cessione da parte di General Motors di questa controllata europea, ma solo a ridosso delle trattative con il governo tedesco e con quello degli Stati Uniti sono stati diffusi alcuni dettagli dell’offerta che prevede un investimento da 700 milioni di euro una parte del quale sarà garantito dallo stesso Governo di Berlino.

magnaL’offerta di Magna è stata avanzata insieme al colosso bancario russo Sberbank e propone un ridisegno della compagine azionaria di Opel al termine del quale General Motors manterrebbe una quota del 35% in Opel pari a quella della stessa Sberbank, mentre Magna otterrebbe una quota del 20% e infine agli operai della Opel toccherebbe una quota del 10% del capitale. Magna è dunque l’anima veramente industriale dell’operazione, mentre Sberbank rappresenta il supporto finanziario, un po’ come per Intesa Sanpaolo, Unicredit e Goldman Sachs nel caso dell’offerta di Fiat per la stessa Opel.

Si tratta di un gigante che opera in 25 nazioni diverse e ha fatturato nel 2008 circa 23,7 miliardi di dollari, una public company che opera da Toronto su tutti i mercati del mondo a partire da quello americano e da quello europeo. Si tratta ovviamente anche di una società che ha subìto pesantemente gli effetti della crisi del mondo dell’auto, come dimostrano gli ultimi due trimestri chiusi con perdite da 297 e da 829 milioni di dollari.

Il 2008 si è chiuso, a causa soprattutto del crollo del mercato dell’auto nell’ultima parte dell’anno, con un rosso da 945 milioni di dollari a fronte di un utile da 1,2 miliardi nel 2007. Nel primo trimestre dell’anno i ricavi hanno subìto una flessione del 9% rispetto ai 26 miliardi del 2007.

Ovviamente una società di queste dimensioni ha rapporti con tutte le principali case automobilistiche, ma, nel caso di Magna, la crisi di General Motors (la controllante di Opel) ha generato degli effetti particolarmente gravi. General Motors è infatti il primo cliente del gruppo Magna e copre da solo quasi un quinto del fatturato del gruppo.

Non si deve però pensare che le attività fuori da Canada, Americo e Messico non siano importanti per il gruppo. Se il fatturato nel Nord America è sceso a quota 1.5 miliardi di dollari fra gennaio e marzo 2009 (-50%), quello europeo si è attestato, nello stesso periodo, a 2,53 miliardi (-40%). Complessivamente a causa della crisi il giro d’affari della società è precipitato nel primo trimestre di quest’anno da 6,62 a 3,57 miliardi di dollari con una flessione del 46 per cento. Nello stesso periodo il gruppo Fiat registrava ricavi da 11,26 miliardi, ma chiudeva il trimestre con una perdita da 410 milioni di euro. In queste condizioni di mercato al gruppo non restano che operazioni di emergenza, come quella in atto su Opel e per la quale è stato chiesto l’intervento della banca russa Sberbank, una delle più grandi banche russe che vorrebbe traghettare il costruttore canadese verso la Opel e, probabilmente, verso una successiva alleanza con il costruttore russo di automobili Gaz, un’azienda che ha già manifestato un certo interesse per questa ipotesi industriale.
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Ultimo aggiornamento:  4 Giugno 2009 - 16:14
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