Le Criticità della Fiat


Sergio Marchionne, l’uomo che ha traghettato il gruppo Fiat fuori dal rischio di fallimento e lo ha proiettato verso una campagna di acquisti globale, si trova ora di fronte ai dubbi della comunità finanziaria su tutto il comparto.

Il 30 giugno Standard & Poor’s, pur confermando il rating a lungo termine (BBB+) su Exor, la holding di casa Agnelli che controlla il Lingotto, ha rivisto al ribasso l’outlook portandolo da stabile a negativo a causa della “pesante esposizione di Exor verso Fiat” e della valutazione di una qualità del credito di Fiat in via di indebolimento.

fiatInoltre, dure proteste sindacali si sono accese sui piani per gli stabilimenti di Pomigliano d’Arco e Termini Imerese, su quest’ultimo lo stesso Marchionne ha parlato di costi di logistica enormi e ha detto che l’impianto non ha ragione di esistere. Gli ha risposto il Cipe, con finanziamenti locali per i due impianti da 300 milioni di euro, e la Regione Sicilia, con la promessa di interventi finanziari per il salvataggio della fabbrica siciliana.

Secondo quanto annunciato dalla stessa Fiat a Termini Imerese, dove vengono prodotte le Lancia Y, dal 2012 scomparirà la produzione di auto: le proteste di circa 2000 dipendenti tra Fiat e indotto del 29 giugno sembrano solo l’inizio di un'aspra protesta sindacale che rimbalza anche ad Imola, dove rischia la chiusura un impianto di Chn, e in tutti gli altri centri produttivi italiani del gruppo dove si registrano ingressi in cassa integrazione e tagli al precariato.

Eppure i segnali positivi, o quanto meno i segni di un rallentamento della cattiva congiuntura, arrivano sia dalla gestione (Marchionne ha parlato di un miglioramento del cash flow da inizio anno) che dal mercato, che ha registrato negli ultimi tempi un rallentamento del calo della domanda e una conquista di nuove quote di mercato in Germania e Francia.

A maggio Fiat ha venduto più di 111 mila veicoli con una crescita sul dato del maggio 2008 del 2,5%, ma ancora con una flessione del 3,8% su base annua se si considerano i primi cinque mesi del 2009. Gli incentivi dei vari governi e il freno alla produzione negli stabilimenti del Lingotto hanno sicuramente giovato ai conti. Nel frattempo, però, il gruppo ha anche allungato i tempi dei pagamento dei fornitori superando in qualche caso i 150 giorni e mettendo in difficoltà diverse aziende Fiat-dipendenti.

Le necessità finanziarie di una società che ha raggiunto un debito di 18,7 miliardi a fronte di un patrimonio di 10,5 miliardi di euro circa sono crescenti a causa della crisi e del calo finora registrato complessivamente in termini di fatturato e risultati (il primo trimestre si è chiuso con un rosso da 411 milioni). In questi giorni, infatti, il Lingotto ha anche ammesso la possibilità di nuove emissioni obbligazionarie destinate al mercato retail. Entro l’anno scadono circa 9,6 miliardi di euro di debiti finanziari e il gruppo avrà bisogno di nuove risorse che non è detto possano giungere dalle attività operative.

Sui mercati esteri, inoltre, il gruppo registra ancora incertezze sul caso Opel, la controllata tedesca di General Motors che sta registrando delle difficoltà forti nel processo di integrazione con Magna. Si riaprono le ipotesi di una cessione di Opel ad altri pretendenti come i cinesi di Baic o il fondo americano Ripplewood. Resta sul tavolo l’offerta di Fiat, anche se General Motors, alla fine, non sembra voler cedere proprio al Lingotto questo asset. Improbabile anche la vendita delle attività sudamericane di GM che alla casa torinese piacerebbero: si tratta di controllate che chiudono ancora i bilanci in utile e che quindi difficilmente la casa di Detroit vorrà mettere sul mercato.
Sul caso Chrysler, infine, si attende il via libera dell'Unione Europea all'ingresso della società italiana nel capitale del gruppo. Si tratta comunque di un'operazione che per Fiat è a costo zero e che quindi non dovrebbe impattare sul bilancio nonostante le perdite operative della casa americana.

Marchionne insomma è a metà del guado, qualche indicazione maggiore sull’andamento del gruppo verrà dalla prossima trimestrale, ma già da ora è facile prevedere un lungo 2009.

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Ultimo aggiornamento:  2 Luglio 2009 - 11:42
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