Il più grande costruttore di auto nel mondo è da qualche anno giapponese e si chiama Toyota. Il gigante del Sol Levante ha persino fatto scuola. Sul modello del Fordismo, dal nome del colosso statunitense Ford che puntava su una produzione di scala per un mercato ritenuto capace di assorbire prodotti all’infinito, si è infatti imposto quello del Toyotismo, dalla fabbrica di auto giapponese che rivoluzionò il modo di fare industria introducendo modelli di produzione che si correggono in base alla domanda del mercato, che adattano le scorte alle richieste e puntano sulla massima qualità.
Nell’esercizio 2008-2009 il gigante giapponese ha raggiunto un fatturato da 20,53 trilioni di yen (circa 149 miliardi di euro) che gli ha permesso di superare l’americana General Motors che nell’ultimo esercizio ha realizzato ricavi da 106,4 miliardi di euro. Toyota però non è l’unica produttrice di auto di rango in Giappone. Sebbene abbiano dimensioni e caratteristiche diverse nel Sol Levante operano altri colossi come Honda e Nissan, anch’essi presenti sia in America che in Europa. D’altra parte il Giappone è un mercato troppo limitato rispetto al globo e tutte queste case sono state dunque costrette a puntare anche sull’internazionalizzazione. Per avere un’idea delle dimensioni relative di queste case bisogna però tenere a mente che una società come Honda, che realizza gran parte del proprio business nel settore delle motociclette, ha realizzato nell’ultimo esercizio ricavi per circa 87 miliardi di euro (circa 12 trilioni di yen). In questo caso però bisogna anche ricordare che per ogni 10 motociclette vendute Honda vende solo tre auto e mezzo e che il suo fatturato è composto anche da altre voci non irrilevanti. L’altro grande produttore giapponese di auto, Nissan, ha anch’esso dimensioni più vicine a quelle di Honda che di Toyota e ha realizzato nell’ultimo anno ricavi da circa 61,6 miliardi di euro vendendo nel mondo 3,4 milioni di auto di cui 1,13 milioni negli Stati Uniti.
Questo però le ha esposte anche alla crisi mondiale del settore dell’auto.
In base ai dati della Japan Automobile Dealers Association (Jada) che monitora nel Sol Levante il mercato dell’auto, a maggio le vendite di Toyota in Giappone sono scese del 19% a 178 mila veicoli a causa anche del calo delle vendite di Lexus (marchio del gruppo Toyota) che si è attestato al 24 per cento. Il secondo produttore giapponese di auto, il gruppo Honda, ha invece approfittato della debacle del maggiore antagonista per accrescere le proprie vendite del 4,5 per cento. Il terzo produttore giapponese di auto è la Nissan che a maggio ha registrato un calo delle vendite, sempre in Giappone del 9,1 per cento.
Complessivamente ad aprile in Giappone, secondo quanto rivelato dall’associazione dei costruttori di auto del Sol Levante (la Japan Automobile Manufacturers Association, Jama) sono stati prodotti 485 mila veicoli a motore con una flessione del 47,1% sul dato dell’aprile 2008. In base alle stesse statistiche nel 2009 la produzione di auto e altri veicoli a motore in Giappone non dovrebbe raggiungere complessivamente i 2,1 milioni di veicoli e quindi dovrebbe accumulare una flessione del 48,9% sul dato del 2008.
Il peso dei costruttori giapponesi di auto si sente però a tutte le latitudini. In Europa, ad aprile la Toyota ha venduto più di 52 mila auto con un calo del 22,8% sul dato dell’aprile 2008 ma anche con una quota di mercato che ammonta a ancora al 4,5% di tutte le auto vendute nel Vecchio Continente. Nello stesso mese in Europa la Nissan vendeva quasi 22 mila vetture e, pur con un calo del 21,6%, riusciva a mantenere una quota di mercato del’1,9% mentre la Honda immatricolava quasi 19 mila veicoli con una quota di mercato dell’1,6 per cento.
I colossi del Sol Levante sono però presenti anche nel mercato degli Stati Uniti dove vendono e producono auto combattendo e in molti casi vincendo la concorrenza delle grandi case di Detroit. Toyota per esempio ha impianti di produzione in Kentucky, Indiana, California, West Virginia e Alabama, oltreché in Canada. Honda è presente negli States sia con impianti di produzione in loco (il primo è stato quello della città di Marysville in Ohio nel 1982) sia con veicoli importati dal Giappone, dal Messico o dal Canada. Più ridotta la presenza della Nissan negli Stati Uniti: il gruppo produce soprattutto in Messico da dove trasporta poi le auto sul mercato a stelle e strisce.
Nel 2008 la Toyota ha venduto in Nord America circa 2,21 milioni di veicoli e ha così registrato un calo delle immatricolazione di 746 mila unità che ha portato in rosso il risultato dell’esercizio.
Toyota fatturato nell’ultimo esercizio (al 31 marzo 2009) 20,53 trilioni di yen (-21,9%).
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