Che la crisi avrebbe portato alla ribalta leconomia cinese era apparso da subito chiaro a tanti, ma che nel frattempo la Cina diventasse anche il primo mercato mondiale di auto vendute, forse lo avevano immaginato in pochi.
Il dato di giugno indica una crescita delle vendite di auto allombra della Grande Muraglia del 48% sul risultato di un anno prima e conferma che Pechino è forse lunica piazza del mondo dove ancora le auto si vendono più di un anno fa.
In pratica lo scorso mese in Cina sono state vendute 872.900 auto contro le 859.847 auto vendute negli Stati Uniti e quindi il mercato cinese delle quattro ruote è diventato il primo al mondo per numero di veicoli venduti (dati della China Association of Automobile Manufacturers).
Sebbene i redditi delle famiglie cinesi siano ancora bassissimi e anche le infrastrutture locali non favoriscano una crescita del settore, il boom delleconomia controllata da Pechino ha attirato da tempo anche gli investitori stranieri.
La stessa General Motors ha dichiarato recentemente che le proprie vendite in Cina sono cresciute del 38% nella prima metà del 2009. Nello stesso periodo la Ford ha annunciato una crescita delle proprie immatricolazioni in loco del 14 per cento e la Volkswagen, il maggiore costruttore europeo di automobili, ha visto le proprie vendite crescere del 22,7% grazie alla fervida attività di due joint venture locali. Le grandi potenzialità dellEstremo Oriente non sono sfuggite neanche alla Fiat che lo scorso 6 luglio ha annunciato un importante accordo con il Gac Group (Guangzhou Automobile Group Co. Ltd.) per produrre dal 2011 almeno 140 mila autovetture e 220 mila motori lanno in un nuovo impianto nella città di Changsha.
Di recente il colosso degli autocarri Man ha stretto un accordo con Sinotruk, il più grande produttore cinese del comparto. In pratica Man ha acquisito un quinto del capitale del collega cinese e trovato un alleato che in quel mercato cercava da anni.
I grandi dellauto cinese si sono però messi in luce anche sui mercati stranieri partecipando attivamente allondata di fusioni e acquisizioni che ha accompagnato la crisi del settore automotive in tutto il mondo. Già da tempo Sichuan Tengzhong, un piccolo costruttore locale di auto, sta cercando di concludere lacquisizione dello Hummer dal gruppo General Motors. Si parla di unoperazione che potrebbe raggiungere i 500 milioni di dollari, ma che ha incontrato non pochi ostacoli nella stessa Cina, per via dei timori legati alle capacità finanziarie di Sichuan Tengzhong.
Nelle ultime settimane Beijing Automobile Industry Corp (Baic) ha ulteriormente scaldato il dibattito tedesco sul caso Opel mettendo sul piatto unofferta da 660 milioni di euro per il 51% del capitale della controllata di General Motors.
Per rendere ancora più interessante la propria offerta Baic ha limato il numero dei tagli previsti a 7.584 dipendenti e le richieste di un prestito ponte da Berlino a 2,64 miliardi. Che i costruttori di auto cinesi bussino alle porte dellOccidente, approfittando della crisi globale dellautomotive, è dimostrato anche dallinteresse che la stessa Baic ha mostrato per la svedese Volvo, di recente messa in vendita dalla sua controllante americana Ford. Per la stessa Volvo concorre però anche un altro grande produttore cinese di auto ossia il gruppo Geely fondato da Li Shufu.
Nel settore delle quattro ruote, come in molti altri, la Cina ha dunque tutta lintenzione di non rimanere indietro.
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