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Sotto la Lente

I danni economici dell’Uragano Sandy

13 Dic 2012 - 14:49

Uno dei fenomeni atmosferici più rovinosi che hanno colpito gli Stati Uniti



L’Uragano Sandy è stato uno dei fenomeni atmosferici più rovinosi a cui gli Stati Uniti abbiano assistito nell’ultimo secolo. Si è trattato del terzo uragano più devastante della storia del Paese dopo Andrew nel 1992 e Katrina nel 2005. Sandy è nato il 22 ottobre del 2012 nei Caraibi e, dopo aver attraversato la Giamaica, Cuba e le Bahamas, ha colpito gli Stati Uniti il 29 ottobre successivo vicino Atlantic City, nel New Jersey. Il presidente Barack Obama, all’approssimarsi dell’uragano, ha dichiarato: "E’ ormai chiaro che sarà una tempesta grande e potente", raccomandando ai milioni di persone che in qualche modo Sandy avrebbe colpito di seguire le istruzioni delle autorità locali. Presto l’uragano lo avrebbe costretto a proclamare lo Stato di emergenza negli Stati di New York, New Jersey, District of Columbia, Maryland, Pennsylvania, Connecticut, Rhode Island e Delaware. Ne è stata profondamente influenzata anche la campagna elettorale per la presidenza che contrapponeva lo stesso Obama al repubblicano Mitt Romney. Uragano Sandy

Quasi tutta la costa orientale degli Stati Uniti è stata toccata da questo ciclone, ma quando Sandy ha colpito le coste statunitensi diverse vittime erano già state registrate nei Caraibi e in particolare ad Haiti. Alla fine della tempesta che, tra le altre cose, ha bloccato Wall Street e paralizzato la città di New York, si sono contati 181 morti. Di questi almeno 111 negli Stati Uniti e 67 nei Caraibi tra Haiti, Cuba, Bahamas, Puerto Rico, Repubblica Dominicana, Canada e Giamaica (fonte CNN). La tempesta ha tagliato la luce elettrica di 8 milioni di famiglie, interrompendo la produzione del 70% delle raffinerie della costa occidentale degli Stati Uniti e colpendo aree dalle quali deriva il 10% circa dalla produzione economica del Paese. Secondo il Time, più di 15 mila voli aerei nel Nord Est del Paese e nel mondo sono stati bloccati.

Secondo le stime più diffuse, appoggiate anche dall’agenzia di rating Standard & Poor’s, soltanto le perdite collegate a beni assicurati si sono attestate a circa 20 miliardi di dollari. I danni economici dell’Uragano complessivi potrebbero però raggiungere fino a 50 miliardi di dollari.

L’Agenzia internazionale dell’energia, in un report del 13 novembre, ha calcolato in 230 mila barili di petrolio al giorno in ottobre la flessione della domanda statunitense di petrolio correlata a Sandy. L’uragano ha costretto al blocco di due raffinerie nella East Coast degli Stati Uniti (quelle di Port Reading e di Linden nel New Jersey) riducendo le forniture per settimane. Diverse condotte sono state inoltre bloccate e numerosi outlet e distributori al dettaglio sono stati paralizzati dalla tempesta. Gli effetti sulla domanda di greggio Usa dovrebbero essere importanti, basti considerare che lo scorso ottobre la costa occidentale ha consumato 5,3 milioni di barili di petrolio al giorno su un totale del Paese di 18,8 milioni di barili.

Uragano Sandy

La IHS Global Insight ha stimato che i danni derivanti dall’Uragano Sandy compresi tra i 30 e i 50 miliardi di dollari rappresenterebbero circa lo 0,2-0,3% del Pil nominale degli Stati Uniti, ma ha anche evidenziato che una parte dei danni subiti sarà bilanciata dalle attività di ricostruzione, sebbene sia approssimativo ritenere che queste possano fare da volano per uno sviluppo successivo. Nel settore privato, infatti, le assicurazioni copriranno soltanto una parte dei costi di ricostruzione e comunque queste spese si ripercuoteranno in minori profitti per le compagnie e quindi, probabilmente, in maggiori premi chiesti alla clientela.