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Sotto la Lente

Turnaround


Il piano di risanamento di un’azienda in difficoltà


28 Nov 2012 - 17:52

Con il termine turnaround s’intende il piano di risanamento di un’azienda in difficoltà. Una ristrutturazione che avviene in due fasi: la prima determina le cause che hanno portato alla crisi della società; la seconda punta ad una precisa strategia di recupero della redditività aziendale.

Si tratta di una disciplina economica sviluppatasi negli Stati Uniti durante la recessione del 1982. Utilizza strumenti prettamente economici come la finanza d’impresa, ma anche metodi presi in prestito dal diritto e dalla psicologia, per creare piani di ristrutturazione a breve, medio e lungo termine coinvolgendo tutti quelli che hanno a che fare con la società in questione, dai fornitori, ai clienti agli stakeholders. Il turnaround passa non solo attraverso il rilancio dell’impresa; anche la joint-venture, la vendita, la locazione o il fallimento sono soluzioni prese in considerazione. Turnaround

All’interno di questo contesto grande importanza assume il Turnaround Index, l’indice che misura le capacità finanziarie e patrimoniali di un’azienda. Ha valori compresi tra 0,1 a 0,9, ovvero da perfomance soddisfacenti con bassa propensione al turnaround a risultati deludenti con elevata probabilità di turnaround. L’indice quindi stabilisce se esiste un rischio più o meno elevato per una società di entrare in crisi.

Sono sette gli indicatori utilizzati per valutare la perfomance di un’azienda;

  1. la redditività delle vendite, o ROS

  2. la variazione media del ROI

  3. la variazione media del fatturato

  4. il rapporto tra i mezzi propri ed il capitale investito

  5. il rapporto tra le proprie risorse ed il credito finanziario netto

  6. la copertura degli oneri finanziari

  7. la capacità di generare cassa

Turnaround

Negli ultimi anni, l’applicazione del turnaround ai gruppi finanziari in crisi ha creato una figura professionale con specifiche competenze, il Turnaround Managers. Si tratta sia di professionisti che di società specializzate, che prendono in gestione la crisi dell’azienda per un periodo compreso fra i 3 ed i 24 mesi, a seconda delle dimensioni del gruppo e della complessità dell’incarico. Le competenze non si limitano al salvataggio, ma si concretizzano anche in attività di consulenza per situazioni in cui il modello d'impresa necessita di una cambiamento. Esistono alcuni manager che negli anni si sono specializzati, diventando dei veri e propri "ristrutturatori". L’esempio più celebre è quello di Enrico Bondi, salito agli onori della cronaca per l'attività svolta nel caso del crack Parmalat del 2003, e più recentemente in favore della Spending Review. Esistono anche alcuni fondi d’investimento di Private Equity molto attivi nella gestione della ristrutturazione aziendale, come Sun Capital Partners ed Alix Partners.

 

 

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