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Sotto la Lente

Scandalo Toshiba: profitti gonfiati per €1,3mld

28 Dic 2015 - 09:03

Il 20 luglio 2015 verrà ricordato come una data nerissima nella storia ultracentenaria di Toshiba.
Quel giorno il conglomerato giapponese fondato nel 1875 ha infatti annunciato di aver sostanzialmente manipolato i dati contabili sin dall'esercizio 2008-2009 al fine di gonfiare i profitti.
Le proporzioni della frode la rendono la più grave in Giappone dal 2011, anni in cui fu Olympus a rivelare uno scandalo contabile.
Nel caso di Toshiba è stato accertato che nel corso di sei esercizi (a partire da quello 2008-2009) più tre trimestri del 2014-2015 i profitti netti sono stati manipolati fino a farli risultare superiori a quelli effettivi per ben 155,2 miliardi di yen complessivamente (circa 1,3 miliardi di euro al cambio attuale).
L'annuncio ha provocato le dimissioni di parte del top management, in primis Hisao Tanaka, presidente e CEO.
Al suo posto è stato nominato Masashi Muromachi.

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Ma quali sono state le cause che hanno portato a una tale debacle una delle icone dello sviluppo del Giappone come Toshiba, gruppo attivo nell'alta tecnologia con specializzazione nel comparto manifatturiero elettrico ed elettronico?
A quanto sembra il principale responsabile dello scandalo è stato Atsutoshi Nishida, presidente dal 2005 al 2009.
Nishida è stato un manager estremamente competitivo, con l'abitudine di motivare in modo energico la forza di vendita, anche attraverso la fissazione di target ambiziosi fino all'eccesso. Questo ha portato alla prassi di gonfiare i ricavi (channel stuffing) alla fine dei trimestri, soprattutto nella divisione PC, responsabile di oltre un terzo dei profitti fittizi.

La struttura di vigilanza interna di Toshiba, un tempo rinomata, ha completamente fallito nel tentare di arginare il problema. Lo scandalo è emerso solo grazie a un informatore che all'inizio del 2015 ha allertato la Securities Exchange and Surveillance Commission del Giappone, l'omologa della Consob italiana.
Il 14 settembre 2015 Toshiba ha ricevuto dal Tokyo Stock Exchange (TSE, la società che gestisce la borsa giapponese) la notifica della designazione a “Securities on Alert” (titoli sotto osservazione) delle azioni della società per un anno, dopo di che verrà effettuata una verifica sullo stato del sistema di controlli interni.
In caso di esito positivo le azioni Toshiba saranno tolte dallo stato di “Securities on alert”, altrimenti il TSE potrebbe decidere per il delisting.

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