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Sotto la Lente

Lo Stress Test per le Banche

06 Ago 2009 - 12:21

Indicatori per valutare la solidità patrimoniale delle istituzioni finanziarie



Lo stress test utilizzato per le banche statunitensi all’inizio del 2009 e programmato per quelle italiane e per diversi altri istituti europei è uno strumento tanto innovativo quanto discusso e si pone il difficile compito di misurare “la tenuta patrimoniale” delle banche Usa.

Si è trattato di uno strumento d’emergenza che ha preso il nome di Scap (Supervisory capital assessment program) e ha passato al vaglio di numerosi esperti i dati di buona parte del sistema finanziario del Paese più potente del mondo per vedere se avrebbe resistito alla crisi o meno e per valutarne punti deboli e necessità.stress test

In altre parole Washington ha preso le prime 19 istituzioni della finanza a stelle e strisce (tutte quelle con almeno 100 miliardi di dollari di asset) e ha studiato le loro ipotetiche reazioni a due scenari, uno in linea con le previsioni fatte dal mercato (-2,1% di Pil per il 2009 e +2% per il 2010 con disoccupazione in crescita dall’8,4% al 9% nel biennio) e uno ancora peggiore (Pil Usa a -3,3% e 0,5% e disoccupazione a 8,9 e 10,3%).

Il campione di colossi messo sotto esame comprende banche come Citigroup, Morgan Stanley, Goldman Sachs, Bank Of America, JP Morgan Chase: in altre parole i giganti di Wall Street e della finanza globale, 19 banche e società finanziarie che da sole coprono i 2/3 degli asset bancari degli Stati Uniti e più della metà dei prestiti concessi dal sistema bancario a stelle e strisce. Si tratta di banche che fra la metà del 2007 e la fine del 2008 (quando viene programmato lo stress test) hanno già perduto circa 400 miliardi di dollari.

Per valutare la loro solidità ci si è basati su alcuni indicatori condivisi dalla comunità internazionale e in particolare fissati con Basilea 1 e Basilea 2 dalla Banca dei regolamenti internazionali che a Basilea ha appunto la propria sede. In particolare uno strumento importante per la valutazione delle banche Usa è stato quello del Tier 1 capital ratio, un indicatore calcolato come il rapporto tra il patrimonio di base (Tier 1 capital) e le attività ponderate per il rischio. Le banche hanno tre tipi principali di capitale Tier 1, Tier 2 e Tier 3.

Il Tier 1 capital rappresenta il capitale primario e in un certo senso “più sicuro” perché include le risorse versate inizialmente dai soci sommate ai vari utili non distribuiti, alle riserve, al fondo per rischi bancari generali e al netto delle perdite subite negli anni. A sua volta il tier 1 si può dividere in due sottoinsiemi che possono far riferimento al common capital o prevedere altri strumenti di capitale più complessi.

Questo capitale è investito in varie attività (asset come prestiti a imprese, mutui erogati in favore della gente e altre cose). In tutti i casi, però, questi investimenti della banca, che vengono appunto confrontati al capitale tier 1 che la banca ha per “coprirli”, non vengono considerati tutti allo stesso modo. Ogni investimento ha profili di rischio per esempio un mutuo è in genere considerato meno rischioso di un prestito a un’azienda e quindi il suo rischio è inferiore e “pesa meno” sulle attività ponderate per il rischio. Per ogni investimento quindi la banca sarà costretta a considerare porzioni diverse di questo investimento per fare poi la somma e rapportare il tutto (patrimonio ponderato per il rischio) al tier 1. Da questa divisione o rapporto (in inglese appunto ratio) nasce il tier 1 ratio.

In base allo stress test americano, sono state calcolate le necessità di capitale (nello scenario medio e in quello più avverso) delle varie banche affinché il loro Tier 1 capital ratio si mantenesse sopra il 6% almeno fino alla fine del 2010.

L'ancor più restrittivo Tier 1 common capital ratio (che corrispende a un capitale primario ancora più restrittivo) doveva nello scenario peggiore porsi sopra il 4% fino al 2010. Alla fine diverse banche hanno avuto bisogno di rafforzarsi patrimonialmente per rispettare questi limiti ed affrontare la crisi.

stress test