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Sotto la Lente

I social network in Borsa: il caso LinkedIn

17 Giu 2011 - 09:13

Il debutto a Wall Street del social network dei professionisti.



I social network sono probabilmente il fenomeno più popolare per quanto riguarda l'universo internet negli ultimi due/tre anni.

In tempi recenti le prime pagine delle testate tecnologiche e finanziarie hanno visto come protagonista un network come LinkedIn che finora non era conosciuto al grande pubblico, almeno in Italia.

Linkedin


 

La notorietà è arrivata con lo sbarco a Wall Street della società, fondata nel 2002 da Reid Hoffman, avvenuto il 19 maggio scorso.

Si è trattato di un debutto che ha riportato indietro nel tempo le lancette di oltre un decennio, ovvero al periodo della bolla speculativa di fine anni '90 quando ogni società "dotcom" faceva segnare rialzi percentuali a doppia - o più spesso a tripla - cifra rispetto al prezzo cui i fortunati investitori si erano visti assegnare il lotto minimo in fase di collocamento.

Per LinkedIn il prezzo dell'IPO è stato pari a 45 dollari per azione e il titolo nel primo giorno di scambi ha raggiunto un massimo di 122,70 dollari (+173%).

È singolare il fatto che LinkedIn, come già ricordato, sia nata nel 2002, ovvero nella fase di riflusso successiva all'ubriacatura dei record storici del Nasdaq. Un momento quindi in cui lo scenario non era certo quello migliore per creare una società Internet e trovare i finanziatori per il progetto.

Reid Hoffmann è però un personaggio non comune. Nel 1990 si laurea presso la Stanford University per poi prendere un dottorato in filosofia alla Oxford University nel 1993. L'intenzione iniziale di Hoffmann era quella di intraprendere la carriera accademica ma poi prese il sopravvento un'idea: quella di fare qualcosa che avesse influenza sul maggior numero di persone possibile. Tornò quindi in California per creare una start-up nel settore software.

La ricerca di finanziatori non ebbe inizialmente successo in quanto Hoffmann non aveva nessuna esperienza lavorativa nel settore. Ma egli non si perse d'animo e, grazie a un amico dei tempi di Stanford, trovò un impiego alla Apple, per poi passare alla Fujitsu. Nell'estate del 1997 si sentì pronto per fondare Socialnet, un network online di appuntamenti, ricerca di affitti in condivisione e compagni di golf. Hoffmann si accorse che il modello distributivo non funzionava e lasciò Socialnet per unirsi al progetto di un altro compagno di studi, Peter Thiel, e al socio di quest'ultimo, Max Levchin. Il progetto si chiamava PayPal, il famoso sistema di pagamento online successivamente venduto a eBay con profitti esorbitanti.

Hoffmann si trovò in tal modo ad avere in mano il capitale sufficiente per far partire LinkedIn. Mentre era impegnato con PayPal, Hoffmann si accorse che esistevano due "forze" convergenti. Una era il cambiamento del mercato del lavoro: gli individui erano ormai diventati imprenditori di sé stessi e cercavano attivamente nuovi posti di lavoro. L'altra era internet, uno strumento che poteva permettere loro di pubblicare profili e curricula online, rendendoli visibili ad altri individui e aziende potenzialmente interessati. Quello che mancava era il mezzo per far sì che questi profili potessero essere collegati tra di loro ("linked in") al fine di moltiplicare le possibilità di contatto e quindi le occasioni professionali. L'intuizione di Hoffmann è stata felice e i numeri lo dimostrano: a marzo 2011 LinkedIn aveva oltre 100 milioni di membri ed era disponibile in 6 lingue (tra cui l'italiano).

Nel 2010 ha totalizzato ricavi pari a 243 milioni di dollari e al prezzo di collocamento di 45 dollari per azione la società capitalizzava circa 4,3 miliardi di dollari.

linkedin