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Sotto la Lente

Dallo smartphone allo smart Things

16 Feb 2016 - 15:17

l'intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni



Secondo le previsioni dei ricercatori di IDC, leader mondiale di ricerche di mercato, l’era dello smartphone sta per concludersi, così come confermato dal rallentamento della crescita delle vendite, scese nell’ultimo anno al di sotto del 10% per la prima volta in assoluto. I profitti sono stati spazzati via dallo spostamento delle vendite verso economie emergenti e i fornitori sono costantemente sotto pressione per rimanere in gioco e costretti a introdurre sempre maggiori funzionalità in telefoni di fascia medio bassa. Nemmeno i nuovi dispositivi tablet e smartwatch sono riusciti a compensare il rallentamento del mercato. E’ chiaro che i consumatori vogliono altro e grazie alla velocità del cambiamento tecnologico, la qualità sempre maggiore della rete internet permetterà di creare applicazioni e servizi attualmente inimmaginabili.

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Da una indagine realizzata dalla multinazionale svedese Ericsson, il 50% dei consumatori contattati ritiene che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale consentirà interazioni con gli oggetti senza la necessità di un telefono o tablet entro i prossimi anni. I ricercatori guardano alla realtà virtuale e il 2016 potrebbe già segnare l’inizio di un percorso che porterà sempre più verso una tecnologia emotiva, coinvolgente e sensoriale (smart empathy).


All’ultima edizione del Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, la fiera dell’elettronica di consumo che da anni fa da barometro alle novità tecnologiche,  le “smart thing” hanno suscitato molto interesse e l’hub già lanciato negli Stati Uniti e nel Regno Unito potrebbe essere disponibile anche in Italia.
L’idea di monitorare a distanza il termostato di casa o l’impianto di sicurezza è alla base della “domotica”. I fondatori di Smartthings sono però andati oltre e nel 2012 hanno lanciato una applicazione che collega più dispositivi contemporaneamente e che permette di utilizzare gli elettrodomestici “intelligenti” per compiti diversi da quelli per cui sono stati progettati.

Il frigorifero, ad esempio, non conserva solo i cibi, ma avvisa l’utente se la porta rimane aperta o se c’è una perdita nel circuito di raffreddamento. Inoltre, può misurare la temperatura e il livello di umidità in cucina. Altri esempi: una sveglia può innescare l’accensione delle luci della cucina e della macchina del caffè, un sistema di videocamere può inviare notifiche automatiche nel caso percepisca potenziali pericoli come persone in movimento, allagamenti, fumo, fuoco, ecc.
Nel 2014 il colosso coreano Samsung ha acquisito Smartthings con l’obiettivo di trovare nuovi spazi di business e di competere con Google e Apple, già attive nel settore dell’IoT. Per semplificare si utilizza il termine Internet of Things (IoT) per riferirsi a quell’insieme di tecnologie che portano intelligenza agli oggetti, facendo sì che questi comunichino con noi o con altre macchine, offrendoci un nuovo livello di interazione o di informazione rispetto all’ambiente in cui questi oggetti si trovano. Il mercato delle smart home è in pieno fermento ed i maggiori competitors si stanno attrezzando per non rimanere indietro rispetto all’agguerrita concorrenza.


Ci troviamo dunque alla soglia di un cambiamento cruciale per quanto riguarda le interazioni con la tecnologia in cui i confini tra spazio fisico e digitale stanno per essere abbattuti e potrebbero presto dar vita ad una nuova dimensione “phygital”. Alla guida di una automobile, mentre si fa sport, e in migliaia di altre situazioni uno smartphone non è poi cosi pratico.
Le informazioni che ci servono verranno trasmesse direttamente dalle pareti di casa, dal cruscotto dell'auto e dal nostro corpo con i “wearable devices” (dispositivi indossabili) che si attiveranno con la nostra voce, con un movimento della mano, attraverso l'iride, ecc. Avremo a disposizione servizi intelligenti in grado di integrarsi perfettamente con la vita di ogni giorno e quindi migliorare la nostra quotidianità in modi nuovi e significativi.
La realtà virtuale ci renderà sempre più vicini ad esperienze di “mondo reale” che per vari motivi possono essere lontane da noi. Inoltre una gestione remota di vari device permetterà una maggiore ottimizzazione di risorse e di tempo, con un maggior risparmio economico. Per esempio un frigorifero intelligente ci informerà delle scadenze dei prodotti  e adatterà automaticamente la temperatura in base alle condizioni climatiche esterne.
Allo stesso tempo saranno richieste maggiori competenze di Information Technology agli utenti finali che avranno una moltitudine di problemi informatici da gestire, primi tra tutti la sicurezza e il backup delle informazioni.  

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